Milano

«Subito spray urticanti nei nostri negozi»

Ma sì: incontri, confronti, domande e risposte. E poi? I commercianti milanesi, arcistufi di chiacchiere e scie di sangue, vogliono delle risposte concrete. E subito. «Carlo Sangalli dice che metteranno le telecamere ovunque, ma poi serve anche qualcuno che guardi i filmati registrati. Senza contare che l'assessore Maran, qui in corso Buenos Aires, le telecamere ce le ha promesse mesi fa, ma siamo ancora in alto mare - sospira Luigi Ferrario, 33 anni, da quattro presidente dell'associazione di commercianti «Le 16 vie dello shopping». «Serve una protesta vera, reale. E che abbia degli effetti. - prosegue Ferrario - Per questo, la nostra categoria ha intenzione di dotarsi in maniera plateale di prodotti urticanti. Anzi: siamo disposti a fare una vera e propria convenzione con chi li vende. Dobbiamo difenderci da soli, nessuno può offrirci soluzioni e se aspettiamo un'inversione di tendenza, cioè che venga rivista la legge sulla legittima difesa, stiamo freschi. Per questo serve un deterrente fisico che ci permetta di non farci male e di non fare (troppo) male. Certo: preferisco fare male che subirlo. Per questo invito tutti i commercianti a reagire, proprio come farò io. È inutile dare la colpa alle forze dell'ordine, che con tutti i tagli del governo non hanno né uomini né mezzi. I militari? Almeno erano un deterrente, le divise lo sono sempre. Il problema è che, andati via loro, per strada non si è più visto nessuno».
E i vigilantes? Costano. Inoltre strade come via Lorenteggio o corso Buenos Aires sono talmente lunghe che avrebbero bisogno di un esercito di guardie giurate. Diverso il discorso per via Montenapoleone, la strada dello shopping italiana più famosa al mondo. Lì il 36enne Guglielmo Miani, presidente dell'associazione di via subentrato a Claudia Buccellati tre anni fa, raccoglie un centinaio d'iscritti. E ha appena stipulato con Ivri un contratto che prevede la presenza di due guardie giurate dalle 6 alle 22 e di una dalle 22 alle 6. «Sarebbe costato qualche centinaio di migliaia di euro l'anno. E io fatico a raccogliere i 1500 euro annui per i servizi erogati dall'associazione. Ma anche per Ivri Montenapo è un biglietto da visita. Così il 50 per cento dei costi è a carico dell'istituto di vigilanza. E per l'altra metà gli associati hanno uno sconto del 15 per cento. Qualche centinaio di euro al massimo al mese in tutto, insomma». Miani è d'accordo con Ferrario e i suoi: Milano non è sicura. «I sistemi passivi, come le telecamere, non bastano. Pensi al furto con spaccata da Damiani, lo scorso ottobre, all'alba: un colpo messo a segno in 19 secondi. Il vero problema, nel quadrilatero, resta però la strada. Ci sono furti e borseggi a go go, mendicanti, perlopiù uomini che t'inseguono insistentemente. Senza contare il vandalismo. Ricorda le vetrine segnate in via Spiga in una sola notte? Certo: i malviventi vanno dove c'è ricchezza. Io? Giro sempre senza denaro cash: solo carte di credito».

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