Sulle frenate del metrò Fi attacca il Comune «Granelli deve spiegare»

Sono un caso irrisolto i blocchi immotivati con feriti. «La sicurezza sia una priorità»

Cristina Bassi

«Reggetevi agli appositi sostegni», insiste da giorni l'altoparlante in metropolitana. A Milano non è più un annuncio di routine, è diventato un consiglio salvavita. Non è più possibile ignorare l''affaire frenate brusche del metrò, che con o senza feriti nell'ultimo periodo sono tornate a una frequenza da livello di guardia. Neppure sul piano politico.

Forza Italia chiama in causa direttamente la giunta Sala e nei giorni scorsi qualcuno è arrivato a chiedere le dimissioni dell'assessore alla Mobilità Marco Granelli e dei vertici dell'Atm. «Abbiamo chiesto - dichiarano Mariastella Gelmini e Fabrizio De Pasquale - che Granelli spieghi in aula cause degli incidenti e provvedimenti certi per la risoluzione del problema frenate che si trascina da un anno. Milioni di passeggeri convivono col timore di incidenti dopo un aumento tariffario e ci sono stati centinaia di contusi in più di venti bruschi stop. Non è più possibile cavarsela facendo spallucce come Sala o elaborando statistiche di comodo come Granelli. Il Comune ha già speso 80 milioni per il segnalamento e 200 milioni per i nuovi treni, esiga dai fornitori la soluzione e ponga ad Atm la sicurezza dei passeggeri come priorità prima di ogni futuro progetto societario».

Il caso delle frenate ingiustificate tiene banco da oltre un anno e rimane un rompicapo per gli esperti dell'Azienda dei trasporti che fa di tutto per trovare le cause e, quindi, una contromisura. Prima che capiti il peggio e prima che l'immagine di una Milano iper efficiente venga compromessa irrimediabilmente. Non sarebbe ancora stata individuata un'origine univoca dei numerosi blocchi improvvisi. I problemi via via emersi vanno dai sistemi di sicurezza che danno l'input per la frenata automatica troppo sensibili o tarati male, ai falsi allarmi (ma generati a loro volta da cosa?), agli errori di comunicazione tra il sistema di sensori sul percorso e i convogli. Se l'informazione che arriva è sbagliata, il sistema rileva un pericolo e scatta appunto il blocco. In alcuni episodi poi è stato registrato anche un errore umano. Le anomalie comunque non sono state eliminate. La manutenzione è tuttora affidata al produttore del meccanismo di marcia automatica, leader internazionale del settore, la francese Alstom. Sala ha sottolineato che l'obiettivo dell'Amministrazione è capire e individuare le responsabilità ma non «scaricare la croce su qualcuno».

Sulla questione lavora intensamente anche la Procura che alcuni mesi fa ha aperto un'inchiesta affidata dall'aggiunto Tiziana Siciliano al pm Maura Ripamonti. In molti episodi sono stati sequestrati treni e «scatole nere». Ogni singolo fatto, anche quelli passati sotto silenzio, è finito nel fascicolo degli inquirenti. La difficoltà maggiore, viene spiegato in Procura, è ricondurre tutti gli episodi a una causa comune. O almeno trovare una alterazione con cui spiegarne un numero abbastanza significativo. È probabile che i consulenti incaricati dai pm cercheranno di riunirli il più possibile in macro gruppi.

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