Tagli e multe agli assenteisti Cattaneo castiga il Consiglio

Il nuovo presidente dell'assemblea porta avanti la sua linea dura. Dopo la sforbiciata agli stipendi ecco le sanzioni per chi non lavora

Tagli e multe agli assenteisti Cattaneo castiga il Consiglio

E finalmente arriva anche la «multa» ai consiglieri regionali che non faranno il loro dovere. Una sanzione pecuniaria che potrà arrivare anche a 1.400 euro mensili nei casi più gravi e le cui modalità dovranno essere decise dall'ufficio di presidenza. A stabilirlo il progetto di legge varato dal gruppo di lavoro istituito proprio dal consiglio regionale per mettere mano al taglio dei costi della politica e il cui documento finale è stato firmato da tutti i gruppi, fatta eccezione per i «grillini» del Movimento 5 stelle che non soddisfatti hanno abbandonato per protesta i lavori.

Dopo il dimezzamento degli stipendi, dunque, arriva anche questo ulteriore giro di vite che dovrà però essere approvato dall'aula nella seduta convocata martedì 18 giugno per discutere la legge sui tagli dei costi della politica. «Una sanzione pecuniaria verso coloro che non eserciteranno fino in fondo la loro funzione è un segno di impegno e serietà - ha spiegato ieri il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo - Non dobbiamo solo ridurre i costi, ma aumentare i risultati, valorizzando il lavoro dei consiglieri che sono sempre presenti. E questa misura va proprio nella direzione di rendere il consiglio regionale sempre più “performante”, puntando sulla qualità e sul raggiungimento degli obiettivi». Perché, ha aggiunto, «non basta ridurre i costi della politica come è doveroso fare e stiamo facendo, ma occorre soprattutto aumentare i risultati».

Il nuovo progetto di legge, dunque, prevede che il rimborso per «l'esercizio del mandato» sia ridotto di «un importo percentuale pari a un quindicesimo (ovvero 281 euro) in caso di assenza nella seduta degli organi e organismi consiliari (consiglio regionale e commissioni) e fino ad un massimo di un terzo dell'ammontare previsto (ovvero fino a 1.406 euro)». Perché c'è da dire che fino a oggi uno dei tanti privilegi delle «castine» regionali, prevedeva che gli stipendi fossero indipendenti dalla presenza in aula.  E parliamo di 8.500 euro al mese, seppur lordi, a cui ne andavano aggiunti altri 8.300 per generiche (e da non giustificare) spese di «diaria», «missioni» e «trasporto». Perché un altro lusso dei frequentatori delle Regioni erano le auto blu, oppure una diaria chilometrica corrisposta semplicemente per gli spostamenti da casa al posto di lavoro. 

Privilegi oggi eliminati in Lombardia che con questa nuova legge vuol diventare la capofila delle regioni virtuose, visto che nonostante gli oltre 10 milioni di abitanti da governare gli stipendi dei suoi consiglieri saranno dimezzati, mentre in Basilicata un consigliere di una Regione di appena 500mila residenti continuerà a incassare 11.600 euro al mese, più il lauto pacchetto «altre voci».

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