Tangenti all’Ortomercato di Milano

Due gli imprenditori finiti ai domiciliari. Episodi di corruzione nell’ambito delle commesse di facchinaggio. Minacce a un ispettore che aveva rifiutato una tangente

Tangenti all’Ortomercato milanese di via Lombroso, dove questa mattina, martedì 19 novembre, è stato arrestato per l’ipotesi di corruzione Stefano Zani, ex direttore generale della Sogemi, la società a cui fanno capo tutti i mercati agroalimentari all’ingrosso del capoluogo lombardo, controllata al 99% dal Comune di Milano. Le indagini della Squadra Mobile di Milano sono state avviate in seguito a una denuncia, grazie alla quale gli agenti sono riusciti a scoprire l’esistenza di un radicato sistema corruttivo fondato su tangenti, somme di denaro e regali di diversa natura, elargiti dagli amministratori occulti di un consorzio concessionario di servizi. Tutto in cambio di trattamenti privilegiati, con tanto di completa violazione delle normative in materia di evidenza pubblica e di concorrenza.

Gli arresti per tangenti

Questa mattina gli agenti della Polizia di Stato di Milano hanno così eseguito un provvedimento di applicazione di misure cautelari, emesso dal gip di Milano, su richiesta della locale procura della Repubblica. Oltre a Zani, su disposizione del pubblico ministero Cristiana Roveda, il gip Carlo Ottone De Marchi, ha richiesto gli arresti domiciliari per Giorgio Gnoli, amministratore della Ageas Impresa Consortile Lombarda srl, una delle società che si occupano dell’attività di facchinaggio nell’Ortomercato. Il terzo arrestato ai domiciliari è Vincenzo Manco, un dipendente della stessa società di Gnoli.

Il proiettile e la minaccia

Manco sarebbe indagato, secondo quanto riportato da Il Corriere, anche per una ipotesi di istigazione alla corruzione di un ispettore dell’Ortomercato, il cui compito è quello di controllare le cooperative di facchinaggio. Questi, lo scorso 11 gennaio 2018, avrebbe ricevuto diverse proposte, come questa riportata dal Corriere: “Ma quanto guadagni tu in Sogemi? Dai dimmelo, quando vai in pensione? Vieni a fare consulenze da noi. Al tuo uomo quanto gli dobbiamo dare, 1.500 euro? Dicci tu. Sei l’imperatore del mercato, quello che dici noi facciamo”. L’ispettore avrebbe però rifiutato la tangente, ricevendo al suo posto una vera e propria minaccia. Avrebbe infatti ricevuto presso la sua abitazione una busta con al suo interno un proiettile accompagnato da una frase molto chiara “I bastardi si castigano. Tocca a te”.

Comunicato stampa di Sogemi

La società Sogemi in seguito a quanto avvenuto, ha divulgato una nota stampa spiegando che “in data 4 dicembre 2018 la Questura di Milano aveva già notificato a Zani una informazione di garanzia e l’attuale provvedimento sembra da ricollegarsi all’avanzamento delle indagini ad oggi ancora nelle fasi preliminari”. Sogemi ha poi preso le distanze dal comportamento di Zani: "Per quanto a conoscenza della Società il Direttore risulta indagato per atti, comportamenti e responsabilità personali e che coinvolgimento la Società nella eventuale posizione di soggetto danneggiato".

La nota stampa continua "peraltro già dalla fine dello scorso anno Sogemi, in attesa del completamento del lavoro delle autorità competenti, aveva posto in essere alcune azioni organizzative al fine di tutelare i propri interessi, la propria immagine e la propria integrità patrimoniale provvedendo a circoscrivere le responsabilità del Direttore per evitare l’insorgere di qualsiasi potenziale conflitto di interesse".

La società ha inoltre voluto sottolineare la sua collaborazione con le Autorità, mantenendo un atteggiamento prudente. Come riportato in conclusione del comunicato: "Il Presidente Ferrero ha dichiarato il suo profondo rammarico ricordando che da ormai 3 anni la Società e l’azionista Comune di Milano sono impegnati in un intenso sforzo di rilancio strategico e operativo del Mercato Agroalimentare. Tali vicende comporteranno un ulteriore sforzo al fine di associare al Mercato la necessaria immagine di trasparenza e legalità del proprio operato".

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