Tormentato dagli usurai si uccide

Si è sentito mancare l’unica fonte di sicurezza: quel reddito da artigiano che gli ha sempre consentito di mantenere la famiglia. L’attività era entrata nella morsa della crisi, i debiti cominciavano a diventare insostenibili, la banca non era più disposta ad allargare la borsa. L’uomo, 40 anni, l’ha fatta finita. Per sempre. È salito sulla sua auto ed è partito da Nova Milanese. Nella mente l’incubo di non farcela. È arrivato in aperta campagna. Ai confini con Muggiò. Poi ha trovato il coraggio per recidersi le vene dei polsi. Prima ha lasciato poche parole sopra un biglietto: «Non ho lavoro, le spese sono troppo. Non ce la faccio più ad andare avanti. Perdonatemi». Lo ha trovato una pattuglia della polizia locale l’altra sera poco dopo le 22. Una decina d’anni fa aveva avviato un’attività in proprio. Vivendo dignitosamente con la moglie e due figli piccoli. Quindi forse senza neppure rendersi conto è sprofondato nei debiti. Solo per l’affitto della casa e la rata del finanziamento che gli aveva concesso la banca doveva sborsare 1.300 euro al mese. Più altri soldi di tasse. Da imprenditore si è trovato nella schiera dei nuovi poveri. Una condizione che gli ha cambiato l’umore, gli ha tolto il sonno e infine la voglia di vivere. Ha preferito mettere la parola fine alla sua esistenza. Nel modo più drammatico. Anche se mancano conferme ufficiali sembra proprio che l’uomo sia finito nella rete degli usurai. Gli chiedevano interessi da capogiro. Forse è stato anche minacciato. «Era un uomo pieno di vita – assicura un amico – ma forse ha temuto di non farcela». A Nova dove viveva l’artigiano la gente è sconcertata. «Una vicenda drammatica - spiega Enrico Origgi, il presidente dei commercianti della zona - bisogna riflettere sulle parole del nostro presidente dell’Unione Carlo Sangalli: non bisogna passare dalla recessione alla depressione». Intanto, durante l’ultima riunione di giunta, la Camera di commercio di Monza, con il numero uno Carlo Valli in testa, assieme alle banche di Credito Cooperativo di tutta la Brianza ha stanziato due milioni di euro. Da settembre i lavoratori autonomi iscritti da almeno 3 anni potranno chiedere un finanziamento di 10mila euro, al tasso fisso del 2 per cento senza prestare garanzie. Sulla fiducia. Nel provvedimento si fa riferimento proprio del tragico caso, che ha convinto l’artigiano di Nova a togliersi la vita.

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