Torna la domenica a piedi: 500mila motivi per dire no

Torna la domenica a piedi: 500mila motivi per dire no

Dipende dai punti di vista ma l'annuncio fatto un paio di giorni fa a Palazzo Marino dall'assessore allo Sport e alla Qualità della vita Chiara Bisconti suona più come una minaccia: «Le domeniche a spasso potrebbero tornare il mese prossimo...». E torneranno: due per la precisione. La Bisconti lo ha spiegato a margine della presentazione delle Final Four di Eurolega di Basket che si giocheranno nelle prossime settimane a Milano. «Ci stiamo lavorando - ha detto l'assessore- e fra le ipotesi c'è appunto l'idea di organizzare una domenica a spasso a maggio e una a settembre. Nel bilancio 2014 abbiamo messo la copertura per 250mila euro l'una, per il potenziamento del trasporto pubblico che è un aspetto fondamentale. L'idea a cui stiamo lavorando è di organizzare una domenica per la primavera e una per l'autunno. Di certo, le domeniche a spasso non coincideranno più con grandi eventi sportivi, come le maratone». Perfetto.
Il Comune, che lo scorso anno aveva spiegato e rispiegato che l'esperienza delle domeniche a piedi era da considerarsi tramontata perchè in buona sostanza costavano troppo, pare averci ripensato. Non è la prima volta che Palazzo Marino inverte la rotta ma ciò capita a chi fa le cose. Niente di male. Però sui blocchi domenicali qualcosina va detto. Non servono a tutelare la salute dei milanesi, questo si sa. Il dibattito è vecchio e superato dai fatti: se servissero per diminuire i livelli sempre alti del Pm10, Palazzo Marino bloccherebbe il traffico a dicembre o gennaio quando i riscaldamenti vanno a mille e non certo a maggio o settembre. Ca va sans dire, direbbero i francesi... «Le domeniche a spasso - ha più volte spiegato il Comune - servono ad educare i milanesi ad andare a piedi o in bicicletta». E anche su questo ci sarebbe da ridire perchè sul concetto che sia compito del Comune «educare» i cittadini oggettivamente qualche perplessità resta. Però i dubbi sulle domeniche a spasso sono anche altri. A cominciare dai sondaggi che a sinistra non piacciono molto quando li fanno gli altri ma che poi però tornano comodi per sostenere le tesi che si vogliono sostenere. Secondo il Comune sette milanesi su dieci sono «follemente» innamorati di questi blocchi. Sette su dieci sono la grandissima maggioranza di chi vive a Milano, magari in centro dove vengono concentrate tutte le iniziative e gli spettacoli della giornata ecologica. Per capire quanto siano amate le domeniche a spasso, assessori e sindaco si facciano magari anche un giro a Baggio, a Quarto Oggiaro o al Gallaratese dove c'è poco più del nulla nelle strade e chi magari vorrebbe muoversi non può farlo.
Non è finita. Ha detto l'assessore Chiara Bisconti che d'ora in poi le domeniche a spasso non coincideranno più con eventi sportivi come la maratona. E anche questa sinceramente pare una stranezza soprattutto detta da un assessore che è una runner. Se il Comune non invita i milanesi ad andare a piedi nel giorno di grandi manifestazioni sportive come la Milano Marathon o la Stramilano quando lo fa? In concomitanza della sagra del tartufo o con la giornata della pigrizia? Anche perchè così l'effetto beffa è doppio: si va quasi tutti a piedi (ma arrabbiati) nel giorno delle maratone, quando la città è comunque mezza bloccata, e si va a piedi nella domenica a spasso magari la settimana dopo. Infine il conto, salato tra l'altro. Due domeniche a piedi costano mezzo milione di euro che, dicono a Roma, non sono bruscolini. In effetti è una bella cifra che in questi tempi di crisi e di bilanci in rosso potrebbe servire al Comune a far qualcosa di più utile. O no?

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