Treni, sciopero di 23 ore Sospesi divieti antismog

La Regione annulla solo per oggi le misure ambientali per i mezzi più inquinanti

Marta Bravi

Continua l'emergenza smog in Lombardia e a Milano, ma le ragioni sindacali dei dipendenti di TreNord bloccano la circolazione ferroviaria e «congelano» per un giorno le misure straordinarie anti inquinamento. I treni del servizio regionale, infatti, si sono fermati questa notte alle 3 e ripartiranno dalle 2 di giovedì notte. Le corse regionali, suburbane, a lunga percorrenza e il servizio Malpensa Express potranno subire ritardi, limitazioni nel percorso e cancellazioni. Saranno garantiti i treni dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Tuttavia, i convogli con arrivo a destinazione finale oltre le 9 e oltre le 21 potrebbero essere limitati o cancellati per l'intero percorso. Orsa ha spiegato che alla base dello sciopero c'è il permanere delle «problematiche evidenziate nelle procedure di raffreddamento», oggetto di un incontro il 5 dicembre, conclusosi con esito negativo. Per questo motivo, il sindacato ha deciso di indire la quinta agitazione del personale da maggio.

I livelli di polveri sottili, che erano scesi nella giornata di sabato, sono di nuovo in salita facendo registrare dalle centraline Arpa il secondo giorno consecutivo di superamento dei limiti di legge. In particolare in città lunedì sono state rilevate concentrazioni di Pm10 pari a 61 milligrammi per metro cubo in viale Marche, 52 a Città Studi e in via Senato e 51 al Verziere. Nell'area metropolitana sono state registrate concentrazioni pari a 59 milligrammi per metro cubo a Pioltello.

Confermate al momento, fatto salvo un abbassamento delle polveri, per domani (oggi sono appunto sospese in tutto il territorio lombardo) le misure di allerta di primo e secondo livello per i diversi comuni, fatti salvi quelli nelle province di Monza, Bergamo e Pavia che dall'Epifania sono tornate a respirare e quindi a poter circolare liberamente. Restano invece attivi i divieti previsti nella provincia di Milano, e parallelamente vengono introdotti nelle province di Lodi e Mantova. Divieti e limitazioni macchia di leopardo perché sono scattare ieri (ma sospese oggi) a Cremona le misure temporanee di secondo livello. Le centraline dell'Agenzia regionale protezione ambiente hanno registrato lunedì il superamento del limite in provincia di Cremona (per il decimo giorno consecutivo), a Mantova (per il settimo giorno) e Lodi (per il sesto giorno).

Le misure temporanee di primo livello prevedono il divieto di circolazione per i veicoli privati fino agli Euro 4 diesel in ambito urbano e l'obbligo dello spegnimento dei motori in sosta. Vietato anche il riscaldamento domestico con stufe di classe inferiore alle 2 stelle comprese e obbligo dell'abbassamento di un grado delle temperature nelle abitazioni, che non devono quindi superare i 19 gradi. Per quanto riguarda l'ambito agricolo sussiste il divieto di spandimento di liquami zootecnici e il divieto assoluto di combustioni all'aperto (accensione di fuochi, falò, barbecue, fuochi d'artificio).

Più severe le misure di secondo livello, vigenti nel mantovano: ai divieti del primo livello, infatti, si aggiungono le limitazioni alla circolazione anche ai veicoli commerciali fino agli Euro 4 Diesel, e il divieto di utilizzo delle stufe a biomassa legnosa di classe emissiva fino a 3 stelle compresa. Inoltre saranno potenziati i controlli sui veicoli nei centri urbani. Attenzione però: le misure straordinarie di I e II livello si applicano anche ai veicoli che hanno aderito a Move-in, il dispositivo con scatola nera promosso dalla Regione. A oggi si contano 9907 mezzi che complessivamente hanno installato la scatola nera, di cui 7454 privati e 2453 commerciali.

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