Troppe aggressioni: la Bocconi organizza una scorta a piedi per le studentesse

Il rappresentante degli universitari accusa: «Denunce in crescita ma Comune assente»

Troppe aggressioni: la Bocconi organizza una scorta a piedi per le studentesse

Aggressioni, molestie verbali, pestaggi e inseguimenti a scopo di rapina. Per proteggere studenti e studentesse l'università Bocconi ha organizzato da due giorni un servizio serale di «scorta» a piedi ogni mezz' ora dalla sede dell'ateneo in via Gobbi alle residenze Spadolini, Dubini e Isonzo in via Pompeo Leoni e viale Toscana e in direzione opposta. Per raggiungere le proprie stanze i laureandi devono attraversare il parco Ravizza, e al buio sono facile preda di rapinatori e balordi. «Il problema esiste da tempo ma di recente gli episodi di violenza sono cresciutiracconta uno dei capigruppo dell'associazione studentesca B.Lab Bocconi, Aldo Corigliani -, dai casi di rapina a veri e propri inseguimenti e pestaggi per portare via il portafogli. Ci aspettavano che di fronte a tante denunce si muovesse il Comune, con un maggiore presidio da parte dei vigili. Dato che non c'è stata risposta abbiamo deciso di sottoporre la problematica a livello universitario, tramite i nostri rappresentanti, e fortunatamente l'ateneo ha raccolto il nostro appello e ha disposto un servizio di accompagnamento, un dipendente parte ogni mezz' ora dalle 18 alle 24.30 dall'università verso gli studentati e viceversa», chi si ferma fino a tardi nelle aule studi può tornare a casa in gruppo. La scorta è partita due giorni fa e sarà garantita tutti i giorni, dal lunedì al sabato. L'appuntamento in via Gobbi è davanti alla panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza contro le donne.

Dopo le violenze di capodanno in piazza Duomo la notizia dell'iniziativa fai-da-te in Bocconi riaccende ovviamente le polemiche del centrodestra. «La denuncia degli universitari sull'insicurezza del parco Ravizza - tuona l'eurodeputata della Lega Silvia Sardone - è significativa dell'incapacità del Comune nel trovare soluzioni concrete a problemi reali. Solo a Milano un'università può essere costretta a scortare a casa gli studenti. Siamo veramente a un punto di non ritorno. I fallimenti della sinistra buonista e accogliente solo a parole sono più evidenti che mai. Parco Ravizza è diventato negli ultimi anni l'ennesimo fortino d'illegalità, un'area verde requisita da extracomunitari e balordi così come tante altre in città. Gli studenti avevano più volte segnalato aggressioni e criticità ma da Palazzo Marino nessuna risposta. L'assessore alla Sicurezza Marco Granelli ha un motivo in più per dimettersi dopo le note e vergognose vicende di Capodanno». Anche il viceministro leghista Alessandro Morelli sottolinea che l'iniziativa «è stata presa dopo che dal Comune non è arrivata alcuna risposta. A che punto siamo arrivati, per andare in giro serve la scorta privata? La situazione è sfuggita di mano e il sindaco Beppe Sala e il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese devono smetterla di far finta di non vedere». L'assessore regionale Fdi Riccardo De Corato, ex vicesindaco, conferma che l'area del parco Ravizza «in mano a balordi e sbandati, principalmente provenienti dal Nordafrica, si arriva alla scorta di un dipendente dell'ateneo perché le tante segnalazioni degli studenti non hanno trovato risposte da parte delle istituzioni». E ricorda che i 500 nuovi vigili promessi da Sala «li vedremo se tutto va bene nel 2023». Dopo i fatti di piazza Duomo invita almeno a «replicare i corsi di autodifesa rivolti alle donne che venivano organizzati dalla giunta Moratti. Valuterò con il mio assessorato in Regione la possibilità di istituire un fondo a sostegno di queste iniziative».

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