Un'arena per concerti alle Scintille

L'ex assessore alla Cultura Stefano Boeri sognava di trasformare l'ex padiglione 3 della Fiera, il palazzo liberty sopravvissuto alla demolizione in nome di Citylife, un «beaubourg della moda», un grande polo dedicato al fashion. Niente da fare. Ci sarà spazio, forse, anche per qualche sfilata, ma moda è l'unica parola che non compare mai nel comunicato con cui il Comune affida la gestione del Palazzo delle Scintille a TicketOne. La società specializzata nella biglietteria per concerti ed eventi si è aggiudicata la gara lanciata a dicembre dall'amministrazione per gestire l'edificio anni Venti di viale Cassiodoro. Il canone a base d'asta era fissata a 600mila euro annui, è bastato un rilancio del 5% ber battere l'unica altra offerta arrivata al Comune, da parte di Forumnet. Le spese per il restyling invece saranno coperte dagli oneri di urbanizzazione di Citylife, 21 milioni per la parte interna e 6 per quella esterna.
Diventerà un grande luogo per la musica e la cultura, con spazi dedicati ai bambini e al tempo libero, una galleria d'arte, un caffè letterario. Il cuore del progetto è l'arena da 13.500 posti (cinquemila dei quali a sedere) per concerti e spettacoli dal vivo. Palazzo Marino ha aggiudicato in fase provvisoria la gara, in attesa del progetto definitivo, ma assicura che la proposta di TicketOne rispetta i vincoli storico-architettonici e prevede soluzioni innovative per ridurre l'impatto acustico e lo spreco di energia. Nei 15.500 metri quadrati di spazio ci saranno spazi per la ristorazione e un'area con musica e attività dedicate ai più piccoli. Soddisfatto il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, «ci avviamo alla rinascita di un luogo storico della città trasformandolo in un nuovo spazio per la musica e la cultura. A breve si concluderà il procedimento di aggiudicazione, dopodiché si aprirà la fase di progettazione vera e propria». Serviranno almeno 3-4 mesi per l'aggiudicazione definitiva, poi inizierà il percorso di verifica del piano, il Comune non azzarda ancora scadenze per il restyling e la riapertura dello spazio.
Vincolato dalle Belle Arti, perchè si tratta di un raro esempio di architettura brutalista italiana (fu realizzato nel 195 da Vittorino Viganò), è anche l'ex Istituto Marchiondi, il vecchio riformatorio di Baggio abbandonato da più di trent'anni e oggetto a lungo di occupazioni abusive. La svolta sembrava arrivata finalmente nel 2009. Durante l'amministrazione Moratti è stata sottoscritta la convenzione con il Politecnico: una concessione in uso gratuito dell'immobile di via Noale per consentire all'ateneo - con il contributo del Ministeri - il recupero e la creazione di un campus universitario. C'è stato successivamente lo sgombero degli abusivi, il Comune ha eseguito le operazioni di bonifica e il Politecnico si è occupato della messa in sicurezza. Solo una volta che l'ex Marchiondi è stato liberato, ha fatto presente però nei mesi scorsi l'ateneo, i progettisti hanno avuto accesso integrale all'immobile. Con la riprogettazione i costi sono lievitati per 10 milioni, dai 16,8 stimati a 26,9. Inoltre i vincoli posti dalla Sovintendenza e la previsione di un calo di domanda potenziale collegata a Expo (stanno nascendo più strutture low cost) ha portato a restituire l'area. E il Comune ora è nel buio totale.

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