Il suk degli stranieri: che fine fa il cibo per i poveri

Segnalati numerosi casi di vendita di beni, con veri e propri mini suk, presi dalla onlus Pane Quotidiano. La Lega in campo per contrastare l’illegalità

Il suk degli stranieri: che fine fa il cibo per i poveri

Sfruttare la beneficenza per tornaconto personale. Accade a Milano dove da tempo sono segnalati piccoli ed improvvisati mercatini illegali nei quali persone vendono prodotti ricevuti da Pane Quotidiano, la onlus che distribuisce cibo gratuitamente alle persone che ne hanno bisogno. Qualcuno riceve un bene e, invece di consumarlo, lo cede, dietro pagamento di somme di denaro, ad altri. Un vero e proprio sfregio per quanti sono in difficoltà e contano sul sostegno della onlus per mettere in tavolo quel tanto che basta per poter condurre una vita dignitosa.

La crisi economica conseguenza dell’emergenza sanitaria ha, poi, peggiorato la situazione. Sono sempre più i cittadini che negli ultimi tempi sono stati costretti a ricorrere all’aiuto della onlus per potersi sfamare. Per questo la vendita di beni presi da Pane Quotidiano appare ancor più sconcertante. I volontari fanno quel che possono ma qualcuno si approfitta dle buon cuore delle persone e dei donatori compiendo azioni inqualificabili. Sulla questione era già intervenuta Striscia la notizia che sul finire dello scorso anno ha documentato dei mercatini improvvisati soprattutto dagli stranieri sui marciapiedi e sotto le pensiline delle fermate degli autobus. Gruppi di furbetti che rivendono, illegalmente, e forse anche a caro prezzo il cibo donato loro gratuitamente.

A denunciare di nuovo la situazione, simbolo di degrado anche morale, è la Lega che questa mattina ha organizzato un presidio lungo Viale Monza proprio accanto alla sede di Pane Quotidiano. Lo scopo del presidio è denunciare "situazioni spiacevoli", come la compravendita dei prodotti donati e "bivacchi, con conseguente degrado nei giardini accanto". Nessuna vena polemica, quindi, contro la preziosa attività sociale svolta dalla onlus ma solo un modo per richiamare l’attenzione su azioni illegali o, quanto meno, moralmente da condannare compiute a volte con i prodotti donati in beneficenza.

"Ringraziamo Pane Quotidiano per il grande ruolo sociale che svolge in un momento complicato. Il problema è il degrado intorno, come denunciato da anni dai residenti e dal comitato di quartiere", ha commentato Samuele Piscina, presidente del Municipio 2. L’esponente della Lega ha spiegato che i prodotti alimentari donati a chi ha bisogno finiscono “per essere merce da rivendere e tutto ciò è inaccettabile". Individuato anche il luogo, o forse solo uno dei tanti, dove avviene la compravendita. Lo stesso Piscina evidenzia, infatti, che nel parcheggio limitrofo si creano dei veri e propri mini suk illegali dove si vendono i beni. "Chi abita questa zona lamenta un evidente mancanza di decoro e l’abbandono da parte dell’amministrazione comunale", ha affermato ancora il presidente del Municipio 2.

Sulla questione è intervenuta anche Silvia Sardone, eurodeputata e consigliere comunale della Lega, che ha ricordato le idee lanciate dal suo partito per difendere il lavoro della onlus e allo stesso tempo garantire legalità e sicurezza. "La Lega ha da tempo lanciato delle proposte: sostenere le importanti attività del Pane Quotidiano ma allo stesso tempo mettere un presidio fisso della Polizia Locale in modo da evitare la compravendita dei prodotti donati dal Pane Quotidiano e garantire un controllo più frequente dei giardinetti dove bivaccano sbandati e ubriachi", ha dichiarato la Sardone. L’esponente leghista ha poi duramente criticato il sindaco di Milano Beppe Sala, chiedendo ironicamente "dove è finita l’ossessione per le periferie" del primo cittadino. "Forse è più impegnato a immaginare nuove folli ciclabili disegnate per terra", ha esclamato la Sardone che poi ha affermato che "i milanesi che abitano in questi quartieri sono stanchi della propaganda vuota della sinistra".

Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Bolognini, commissario provinciale della Lega, che ha evidenziato come "in un momento di crisi economica e sociale è doveroso aiutare le persone in difficoltà ma allo stesso tempo bisogna bloccare gli sgradevoli episodi di rivendita dei prodotti che il Pane Quotidiano offre ai bisognosi". Bolognini poi è andato all’attacco del sindaco affermando che "purtroppo Sala perde tempo esclusivamente per il centro, Milano non è solo i salotti ma anche periferie dignitose che hanno necessità di attenzione".