Un milione agli artigiani danneggiati dai cantieri

Potranno accedere al fondo le botteghe di viale Zara, piazza XXV Aprile e Piemonte. Terzi: «Una boccata d’ossigeno»

Un milione di euro agli artigiani che hanno bottega su un cantiere aperto. Box, metropolitane, parcheggi di superficie. Sotto si scava, sopra si soffre, visto che i conti rischiano di cadere in picchiata. Dopo avere dato ossigeno l’anno scorso ai negozianti, questa volta il Comune con l’aiuto della Regione ha deciso di sostenere i vecchi mestieri che stanno faticando a tirare avanti con vetrine nascoste dai ponteggi o difficili da raggiungere. Venerdì la giunta di Palazzo Marino ha votato la delibera per accettare formalmente il cofinanziamento del Pirellone, l’assessorato al Commercio di Domenico Zambetti assegna 350mila euro, che insieme ai 700mila euro aggiunti dall’amministrazione (la metà sono fondi ministeriali vincolati) permetterà di aprire entro un mese un bando da un milione e 50mila euro. Massima attenzione alle attività su piazza XXV Aprile, che devono subire grossi disagi per il cantiere senza fine del silos. Il Comune ha deciso di ampliare l’area per cui gli artigiani potranno usufruire dell’aiuto, perchè ha considerato la presenza di altri due lavori in corso nelle vicinanze e le difficoltà a circolare, sia a piedi che in auto. Rientrano nella mappa delle botteghe da soccorrere ad esempio quelle su cantieri della metropolitana 5, in via Volturno, piazzale Lagosta, viale Zara e Fulvio Testi, quelle che si affacciano sui lavori di via Correggio, piazza Novelli, piazza Bernini, piazza Piemonte e via Ampere. Escluse, a differenza dell’anno scorso con il bando riservato ai commercianti, gli artigiani dell’area largo V Alpini e via Benedetto Marcello, la prima perchè lo smontaggio è previsto entro il prossimo mese, la seconda perchè i lavori sono già finiti.
Il bando offrirà agevolazioni alle imprese non collegate a ristrutturazioni, ma veri e propri aiuti economici per far fronte al disagio (sarà creato un fondo di garanzia a cui potranno accedere) e l’assessore comunale alle Attività produttive Giovanni Terzi fa presente che «giustamente va data attenzione alle situazioni che si sono prolungate molto come piazza XXV Aprile, anche gli artigiani di corso Como stanno subendo disagi». Dai tassisti alle carrozzerie ai sarti, le attività artigiane in città sono circa 24mila, «e vanno difese a tutti i costi - sostiene Terzi -, perchè da una parte Milano è moda, creatività, dall’altra ha una tradizione che è altrettanto importante. Nel momento di difficoltà economica, se con i cantieri pubblici andiamo a interferire sul lavoro dobbiamo giustamente dare una mano per la salvaguardia dell’impresa».
Soddisfatta l’Apam, l’associazione degli artigiani che aderisce all’Unione del commercio. Il segretario Antonio Pisacane ammette che «purtoppo la situazione di crisi di cui soffre la categoria sta diventando perenne, e se viene acuita dall’oscuramento dei cantieri accogliamo ovviamente con favore ogni aiuto che possa garantire una boccata di ossigeno. Ben venga, perchè dà fiato alle imprese che per due o tre anni devono affrontare i costi fissi avendo però gli incassi notevolmente ridotti».

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