Mills, il nuovo affondo della procura di Milano: "Tempi strettissimi per evitare la prescrizione"

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tre giorni dall’inizio del processo al Cav, il pm De Pasquale deposita a sorpresa una lettera ai giudici per invitarli a fissare un calendario fitto di
udienze al fine di evitare la prescrizione che scatterà
all’inizio del 2012. Entro quella data dovranno essere celebrati tutti e tre i gradi di giudizio

Milano - C'è tanta fretta al tribunale di Milano. I giudici premono perché il Cavaliere venga giudicato quanto prima. Non solo per il caso Ruby. A tre giorni dall’inizio del processo a Silvio Berlusconi per la presunta corruzione di David Mills, il pm Fabio De Pasquale ha depositato a sorpresa in cancelleria una lettera ai giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano. De Pasquale invita i togati a fissare un calendario fitto di udienze al fine di evitare la prescrizione che scatterà all’inizio del 2012. Entro quella data dovranno essere celebrati tutti e tre i gradi di giudizio.

I pm forzano il processo Dopo il Rubigate, anche il caso Mills dovrà seguire una via preferenziale. Al tribunale di Milano c'è una gran fretta. L'intenzione è quella di accerchiare il premier. Una mossa che, però esce dal palazzo di giustizia prima per i giornalisti che per la difesa. Tanto che il legale del Cavaliere Piero Longo commenta: "E' grave anticipare una richiesta che andava fatta in udienza ed è ancora più grave che i giornalisti ne siano già venuti a conoscenza". Il processo al premier per la corruzione del teste David Mills, sospeso un anno fa in attesa che la Corte Costituzionale decidesse sul legittimo impedimento continuativo, riprenderà venerdì 11 marzo. I testimoni da sentire sono una ventina, dei quali sette all’estero, sei a Londra (con ogni probabilità sarà allestita un'udienza in videoconferenza per guadagnare tempo), uno, il banchiere Paolo Del Bue a Lugano. Secondo fonti attendibili per arrivare alla sentenza di primo grado ci vorranno dieci mesi.

Berlusconi disposto ad andare in aula Quanto prospettato dal pm Fabio De Pasquale, ovviamente confligge con la disponibilità data alla fine della settimana scorsa da Berlusconi attraverso Niccolò Ghedini. Ghedini, incontrando il presidente del Tribunale Livia Pomodoro, aveva detto che Berlusconi potrebbe essere in udienza solo il lunedì in relazione ai quattro processi in cui è imputato: Mills, Mediaset, Mediatrade e caso Ruby. Un’udienza al mese per il processo Mills non consentirebbe nemmeno di arrivare alla sentenza di primo grado prima della prescrizione. Evidentemente se ne parlerà in udienza venerdì, davanti al collegio presieduto da Francesca Vitale, che inutilmente si era opposta alla sua "applicazione" nel vecchio incarico affermando di essere "superimpegnata" in quello nuovo in corte d’Appello. Per cercare di trovare una soluzione soddisfacente nei giorni scorsi il presidente del Tribunale Pomodoro ha incontrato tutti i giudici che si occupano dei processi al premier. Ovviamente Livia Pomodoro non poteva entrare nel merito delle scelte dei singoli collegi in materia di calendario delle udienze. E non lo ha fatto.

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