Il ministro assassino

C’è qualcosa di comico e di sinistro nel modo in cui si interpreta la realtà. Mentre infuria la balneazione nell’ultimo scorcio di agosto, i cittadini che leggono i giornali hanno la sensazione di vivere in un Paese spensierato. I titoli più «gettonati» e gli argomenti dibattuti con maggiore passionalità continuano (da mesi) a riguardare la sfera sessuale e i suoi innumerevoli satelliti.
L’ultima fiammata polemica è stata provocata da un annuncio editoriale: sta per uscire nientemeno che la riedizione del libro firmato Maria Latella, «Tendenza Veronica», biografia aggiornata della signora Lario in Berlusconi. Come mai questo fondamentale testo è stato riveduto e corretto e aggiornato sul finire della lunga estate calda? Elementare. Si tratta di speculare sulle burrascose recenti vicende coniugali della coppia più chiacchierata del secolo. Così: prendi un vecchio best seller ormai dimenticato, ci aggiungi un paio di capitoli piccanti e lo sbatti in vetrina. Il giochino è pronto.
Gli amanti del gossip corrono a comprarlo e magari saranno delusi scoprendo che l’autrice ha rimasticato cronache rafferme dissepolte dagli archivi. Non importa: i schèi xe schèi. E per qualche giorno lo scandalone tornerà a ribollire nelle pentole redazionali.
Intanto nel mondo succede di tutto; ma noi non ce ne accorgiamo neanche, facciamo spallucce e voltiamo pagina alla ricerca di nuovi pettegolezzi o di spunti per diffamare ulteriormente il Paese in procinto di celebrare, tra liti Nord e Sud, il 150° anniversario dell’unità. Ieri l’opposizione e la stampa cugina hanno enfatizzato a scopo strumentale il dolore espresso dai vescovi per gli immigrati affogati nel Canale di Sicilia. E giù botte al governo come se fosse colpevole di mancato soccorso. A parte che il soccorso c’è stato, poiché alcuni naufraghi sopravvissuti sono stati tratti in salvo, la responsabilità dell’accaduto non può essere attribuita all’Italia per le ragioni esposte 24 ore orsono dal nostro Mario Cervi. La barca non è stata respinta, ma semplicemente è sfuggita ai controlli sulla sponda di partenza e trascurata da Malta alla quale spettava l’obbligo di intervenire o quantomeno di lanciare l’allarme.
In ogni caso, pur di crocefiggere il centrodestra, c’è chi addomestica i fatti o addirittura se li inventa. La completezza d’informazione di buona memoria è stata sostituita dalla completa infondatezza dell’informazione. È il giornalismo moderno, progressista.
Oggi poi si avvia il campionato di calcio e la circostanza è buona per accantonare le questioni serie. La crisi globale si allontana? Anche da noi si è iniziata la ripresa? Massì, cosa volete che siano questi dettagli in confronto al gossip.
Da notare che oltreconfine si segnala una notizia da far accapponare la pelle. In Iran - spiega Fiamma Nirenstein che di politica mediorientale si intende - il nuovo ministro della Difesa è un pluriomicida di rinomanza mondiale. Si chiama Ahmad Vahidi e si è conquistato un posto nella storia della criminalità internazionale avendo fatto secche 85 persone in un attentato, da lui organizzato, a un centro ebraico di Buenos Aires. Motivo per cui egli è stato colpito da un mandato d’arresto della giustizia argentina, purtroppo non eseguito.
Il fatto che un tipo del genere abbia affiancato Ahmadinejad come capo del dicastero Difesa preoccupa o no? Mi permetto di rammentare a chi si fosse distratto leggendo le rivelazioni di Maria Latella, o gli anatemi della sinistra diretti al governo per la morte degli immigrati, che l’Iran è dotato della bomba atomica. La quale in mano a un criminale di provata efferatezza potrebbe farci la bua.
Evidentemente è meno pericoloso un ministro assassino che un premier sensibile alle gonnelle.

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