Il ministro «privatizza» le leggi e in Germania scoppia la bufera

BerlinoSe c'è un argomento che fa infuriare i tedeschi questo è la cattiva gestione del denaro pubblico. Su tanti altri peccati e peccatucci dei loro governanti sono disposti a chiudere un occhio. Passi quindi se si scopre che un ministro ha una vita privata non proprio irreprensibile. Ma guai se l'accusa riguarda lo spreco o l'abuso del denaro versato dai contribuenti nelle casse dello Stato. Tolleranza zero. Basta il semplice sospetto per rovinare la carriera di un politico. Inevitabile quindi che in periodo di campagna elettorale (si vota fra sei settimane) le schermaglie tra i partiti si spostino sul terreno che più di ogni altro stuzzica la suscettibilità degli elettori. La prima botta l'ha subita il ministro della Sanità, Frau Ulla Schmidt, del partito socialdemocratico, quando si è scoperto che durante le sue vacanze in Spagna si era fatta raggiungere dalla limousine di servizio con tanto di chauffeur arrivato da Berlino. Una marachella costata al contribuente, tra trasferta e spese varie, oltre settemila euro e ai socialdemocratici almeno un punto in meno nei sondaggi.
Sotto tiro è ora il ministro dell'Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg, dei cristianosociali, per aver commissionato ad uno studio legale privato, ovviamente pagato profumatamente, la stesura di un disegno di legge sulle nuove regole del sistema bancario. Su incarico di Guttenberg un team di avvocati dello studio britannico Linklaters ha scritto articolo per articolo la normativa da sottoporre al Parlamento. Per il ministro una forma di outsourcing di tipo aziendale, del tutto legittima e anzi fondata sulla competenza dei professionisti interpellati. Nulla di cui vergognarsi, dunque. Tanto è vero che ha fatto girare per gli uffici ministeriali interessati la bozza direttamente sulla carta intestata dello studio.
La bufera però è scoppiata subito. Il ministro della Giustizia, Frau Brigitte Zypries, socialdemocratica e quindi avversaria politica, non si è lasciata sfuggire l'occasione per ritorcere contro Guttenberg la più tremenda delle accuse: «Steuergeldverschwendung» (spreco dei soldi del contribuente). «Il ministero dell'Economia - tuona Frau Zypries - ha 1.800 dipendenti e funzionari altamente qualificati, non c'è quindi nessun motivo per rivolgersi ai privati sprecando denaro pubblico». E sulla stessa linea sono scesi in campo i Verdi, che chiedono l'intervento della Corte dei Conti, e i liberali che vogliono sapere quanto è costata al contribuente l'iniziativa del ministro dell'Economia.
A calmare le acque ci ha pensato Angela Merkel, che ha subito confermato la fiducia nel suo collega di governo (ma anche rivale in popolarità) Guttenberg: «Il Cancelliere non vede nell’iniziativa alcun motivo di critica», ha fatto dire al suo portavoce. E l'affondo nella schermaglia sull'uso del denaro pubblico rischia di essere addirittura un boomerang per i socialdemocratici. Il giorno stesso delle accuse Guttenberg ha fatto circolare una documentazione da cui risulta che la pratica di rivolgersi a studi privati per consulenze è molto diffusa tra i ministeri e quelli che ne hanno fatto ricorso di più sono proprio i ministeri retti dai socialdemocratici. Il ministero dell'Ambiente ha speso in consulenze esterne 605mila euro e quello dei Trasporti oltre un milione di euro.
Attacco respinto? Bisognerà attendere i sondaggi per sapere chi vince e chi perde dopo l'ultimo scambio di accuse. Per il momento gli istituti demoscopici segnalano risultati contrastanti sull'esito del voto. Secondo un istituto il centrodestra otterrebbe la maggioranza assoluta per un soffio, secondo un altro sempre per un soffio la mancherebbe. Ma il duello è solo agli inizi.

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