«Il mio anno da star Tanto equilibrio (e niente gossip)»

MilanoLei mica cambia: parlava soltanto di musica un anno fa, appena lanciata da X Factor, e oggi idem, anche se ha venduto quasi un milione di copie e i suoi brani sono trasmessi dalle radio di mezza Europa. Tanto per spiegarci, Giusy Ferreri domani canterà al Giffoni Festival e ci arriverà direttamente dalla sala prove, dove sta preparando le nuove canzoni: «Non ho ancora le idee chiare ma mi porto già avanti». E giù una risata, che è un po’ come la sua voce, un velluto ruvido che diventa soffice d’improvviso. A furia di darci dentro, Giusy Ferreri ha smesso di essere una bella favola - sapete la storia della cassiera di supermercato che diventa popstar a 29 anni - per diventare semplicemente una bella realtà, e provate a smentirlo.
Complimenti Giusy, lei è in classifica da più di un anno.
«Diciamo che il mio è un mestiere che si impara a conoscere mano a mano che si fa. Prima non si può mica prevedere».
850mila copie vendute (dichiarate) e primo posto in classifica persino in Grecia. Il prezzo da pagare?
«Bisogna sbrigarsi a trovare un equilibrio. Appena posso sto con i famigliari e i miei amici del cuore. E il mio fidanzato mi accompagna quasi sempre. Certo, se hai 30 anni è più facile resistere. Molto meno se ne hai venti: capisco tanti giovanissimi debuttanti che deragliano subito dopo il successo».
Però si è arricchita.
«A dir la verità, non tengo il conto. E poi non faccio shopping, lavoro sempre. Diciamo che ora sto accumulando. Poi si vedrà».
Però non è più cassiera all’Esselunga di Corbetta.
«L’aspettativa scadeva a giugno e io mi sono dimessa pochi giorni prima».
È in tournée da molti mesi. Qualcuno dice che non sia stato un successo.
«In realtà nessuna data è stata annullata anche se a Roma, Napoli e Mantova i club non erano esauriti. Ma a Pordenone, Firenze e in tanti altri posti, c’era il pienone».
Molti critici le hanno fatto i complimenti.
«È vero. Tranne qualcuno che ha scritto che canto soltanto brani degli altri. Forse non mi conosce oppure aveva sbagliato concerto».
Adesso la conoscono in tante altre nazioni.
«Mi sono accorta che all’estero mi ascoltano più per la voce e la musicalità che per i testi che non comprendono. Bello, una bella sensazione».
«Non ti scordar mai di me» è diventato un tormentone anche in Grecia.
«Non mi piace la parola tormentone perché contiene una leggera critica, quasi fosse un tormento».
Ammettiamolo, talvolta è così.
«Bisogna distinguere. Asereje delle Las Ketchup era tanto trasmesso dalle radio e in effetti tormentava un po’. Invece Come foglie di Malika Ayane, scritta dal bravissimo Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, è in radio da mesi ma non ha ancora stufato».
E i tormentoni, pardon i brani di questa estate come sono?
«Per tutti i gusti. E per fortuna sono esplose tante band giovani».
Ha sentito il disco di Morgan?
«Ehmm... No».
Però vedrà la nuova edizione di X Factor. Con Claudia Mori.
«All’inizio pensavo che Simona Ventura fosse insostituibile, il suo talento è unico. Ma a me la Mori piace».
Anche come giudice?
«Chissà, sono molto curiosa. L’altra sera ho visto in tv alcuni suoi vecchi filmati e ho capito che era avanti. Chi non lavora non fa l’amore è una canzone che vale tanto ancora oggi. I grandi brani durano nel tempo».
Oggi si cerca successo purchessia: anche con il gossip più pecoreccio.
«Il successo a tutti i costi non può essere un obiettivo. Anche perché il pubblico lo capisce, mica è stupido. E ti dimentica subito».

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