Oggi, cara Orietta Berti, compie 83 anni ed è ancora in giro come una trottola.
"Cosa vuole che le dica, a volte la vita è una giocata d'azzardo".
Non a caso il suo nuovo brano si intitola QCPF, ossia Quadri Cuori Picche e Fiori, cioè i quattro semi delle carte da gioco francesi.
"In fondo il gioco delle carte è il gioco dell'amore".
Addirittura?
"Sì, i quadri rappresentano gli amori platonici, i cuori rappresentano le storie di passione, le picche sono gli amori inconcludenti mentre i fiori sono l'amore romantico, quello che si nutre di dolcezza e attenzioni".
Se si cerca un'idea di eterna gioventù, beh, Orietta Berti la rappresenta fino in fondo visto che pubblica canzoni, appare in tv, fa concerti e ospitate come se fosse un esordiente e non avesse sessantacinque di carriera, avendo iniziato nel 1961, dicesi millenovecentosessantuno, al concorso Voci Nuove Disco d'Oro a Reggio Emilia, sesta dietro a Paola Neri (prima) e Iva Zanicchi (seconda) ma davanti a Gianni Morandi, nono. Da allora è stata "l'usignolo di Cavriago" (dal suo paese d'origine), l'artista drammaticamente coinvolta da Tenco nella lettera d'addio, la voce di canzoni entrate nel dizionario popolare come Finché la barca va, il simbolo vivissimo di un'epoca ormai in via di estinzione, quella delle belle voci intonate. Comunque sia, dopo il Sanremo 2021 ha confermato che con il talento non si passa mai di moda, sfornando un tormentone dietro l'altro (Mille con Fedez e Achille Lauro, La discoteca italiana con Rovazzi eccetera). A questo giro pubblica QCPF - Quadri cuori picche fiori che è pronto a diventare un disco dell'estate ed è l'ennesima giocata sul tavolo del pop perché lo canta con il tiktoker Il Rosso e con IAEM, non una persona fisica ma una creazione dell'intelligenza artificiale.
Ce n'era bisogno, Orietta Berti?
"La trovo una sfida stimolante".
Ma a molti la Ia fa paura.
"Lo so, si pensa che tolga il lavoro a tante categorie di persone. In realtà, almeno nel mio caso, non accade così perché nessuno perde il lavoro. La Ia è come il fuoco che ti fa mangiare, ti fa scaldare ma può anche bruciarti. Bisogna saperlo utilizzare".
Lei come utilizza questo fuoco digitale?
"Sono già due anni che ci lavoro. Uso l'intelligenza artificiale per capire se un brano è adatto a me oppure no. Anzi, posso aggiungere una cosa?".
Prego.
"Penso che tanti cantanti dovrebbero usare la Ia".
Perché?
"Perché a me, ad esempio, ha aiutato a essere ancora più intonata".
Detto da lei che è un mezzosoprano leggero da tre ottave...
"Credo che la Ia potrebbe aiutare anche i giovani che, insomma, hanno una voce così così. Da quando l'ho scoperta, mi sono reso conto che la userò sempre. Dopotutto bisogna aiutarli questi ragazzi, non a tutti capita la fortuna che è capitata a me di partecipare a un concorso canoro e trovare un gigante come Giorgio Calabrese".
Come ha conosciuto Il Rosso, che ha quasi sessant'anni meno di lei e viene da un altro mondo, i social?
"Me lo ha presentato Rovazzi e si è comportato bene in questo brano prodotto da Danti, uno bravissimo che lavora con Fiorello e con il quale collaborerò anche per i prossimi due anni".
Quindi non ha proprio intenzione di fermarsi.
"Non ci penso proprio. Io farò come Ornella Vanoni, come Charles Aznavour, io vado avanti finché starò in piedi. Anzi le dico che faccio così tanta tv proprio per poter fare ancora più concerti".
È una delle protagoniste del Tavolo di Che Tempo Che Fa.
"E con Fabio Fazio mi diverto scherzando su mio marito e sui miei figli".
Qualcosa le sarà rimasto da fare?
"Sì sogno di tornare in Lapponia nell'hotel di ghiaccio che avevo scoperto da inviata di Quelli che il calcio. È un poste bellissimo, pieno di luce. Ho chiesto anche a Mara Maionchi di accompagnarmici però lei mi ha risposto: Ma tu sei matta".
E dire che è appena tornata dalla Malesia dove ha partecipato a Money Road, l'adventure game di Sky condotto da Fabio Caressa.
"Anche lì vorrei tornarci, almeno per vedere le tigri. Mi ero preparata tanto per questo viaggio, ho fatto tutti i vaccini, ma poi non ho visto manco un insetto, soltanto un pitone mezzo morto per la paura".
Lì i peperoncini sono d'obbligo e a lei ne usa molti.
"Lo faccio da quando avevo 18 anni, danno energia e schiariscono la voce.
Mi piacciono molto i peperoncini di Vasto, mentre i calabresi hanno la buccia dura e sono un po' indigesti. Li faccio mangiare anche a mio marito Osvaldo ma qualche volta sono troppo forti, lui deve prendere una pastiglia di cortisone per resistere e poi mi manda al diavolo...". .