Va tutto bene, come no? Lo dice Prodi e noi dobbiamo crederci: sarà andato unaltra volta a rifarsi la carta didentità allufficio anagrafe di Bologna senza trovare coda? Macché: questa volta è in gita di Stato ad Abu Dhabi. E lì fra dune e cammelli ci tiene a fare sapere che in Italia fila tutto liscio come la sabbia del deserto. Come no? Magari ha scoperto anche che il debito pubblico è sparito, le nostre Ferrovie funzionano e Livia Turco ha vinto miss Italia. Bisogna capirlo: laggiù fa molto caldo.
In effetti: forse ha preso un colpo di sole. O forse, guardandoli da lontano, i nostri problemi diventano piccoli. Se così fosse, però, proponiamo a Prodi di organizzare il prossimo viaggio con una meta ancora più esotica: magari la Birmania, dove potrà fare compagnia al pensionato Fassino. Oppure alle isola Samoa, se non altro perché nella capitale (Pago Pago) dovrebbe trovarsi a suo agio. Oppure sulla Luna, purché senza biglietto di ritorno.
Suvvia, siamo seri. In questultimo weekend, tanto per dire, molti italiani hanno cominciato lo shopping di Natale. O meglio: avrebbero voluto cominciarlo, ma si sono accorti che il borsellino è vuoto. La spesa per i regali sotto lalbero diminuirà del 12 per cento, dicono le previsioni. Dovè che va tutto bene, caro Prodi?
Sempre ieri, a Cittadella, sono scesi in piazza i sindaci veneti. Stanno cercando di fare qualcosa per la sicurezza, come chiedono i cittadini. E lo Stato che fa? Anziché dar loro una mano, li mette sotto accusa. Li indaga. Nel Nord la gente non ne può più: ha paura e si sente abbandonata. Dovè che va tutto bene, caro Prodi?
Sono solo due esempi. Ma se vuole guardi anche dentro il suo governo. Sul welfare non trovate laccordo, sullAfghanistan siete riusciti a litigare davanti alla bara ancora aperta di un soldato eroe. Ogni giorno uno spettacolo indegno. Va tutto bene? Davvero? A chi avanza dubbi lei, caro Prodi, risponde indicando i guai dellex Cdl. Ma le pare? Si era mai visto al mondo un premier così piccino? Sera mai visto un presidente del Consiglio che non sa far altro che gioire delle beghe altrui? «Noi siamo il governo della pazienza», ha detto ieri. Può darsi.
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