Moda Nel futuro di Alta Roma più «slow» che «fast-fashion»

Niente fuochi d’artificio: AltaRoma si cambia a «piccoli passi». La neopresidente Silvia Venturini Fendi parla della sua politica per rilanciare le sfilate romane, a cominciare dall’edizione 10-15 luglio. Contaminazione e artigianato, maestri storici e giovani leve sono i cardini di quella che vuole essere una «nuova onda» che dilaghi nella città, la coinvolga con l’apertura ai creativi di atelier e studi d’artista, abbatta vecchi steccati e ingolosisca il mercato. Più che il fast fashion, che segue vorticosamente il gusto globalizzato, la Venturini Fendi sembra interessata allo slow fashion, fatto di alto artigianato, abiti e accessori fatti e rifiniti a mano e in tiratura limitata. «La sensazionalità dell’attrice in pedana - dice- o del tappeto rosso da soli non bastano, bisogna creare una base vera di interesse per la creatività». La neopresidente mostra un sano realismo, spiega che, con un budget per le 2 manifestazioni annuali di 2.750.000 euro l’anno (fermo dal 2002), ha preferito questra strada invece di bruciare troppe risorse in un megaevento tv, tipo «Donna sotto le stelle».Per sostenere gli stilisti in calendario Alta Roma spende circa 40mila euro a maison e la Venturini Fendi ha chiesto un piccolo «aumento» per luglio, di 400mila euro. Se le cose andranno come devono la prossima richiesta sarà di 700 mila. «D’altronde - osserva, con una punta di polemica - realtà come il festival della Fiction e del Cinema hanno tre volte tanto, con un solo evento». A lei non piacciono il sensazionalismo e le trovate effimere. Punta sulle realtà preziose che esistono a Roma, vuole suscitare un vero interesse in buyer e stampa internazionale verso «una città in movimento, di sperimentazione, dove qualcosa sta cambiando, come già dice in giro il tam tam». Le idee sono tante, le vedremo alla prova dei fatti. Resuscitare griffe storiche, ad esempio, come a Parigi. «Il mio sogno - dice la presidente - è rivedere sulle passerelle Sorelle Fontana Galitzine, Schubert, Lancetti». Ci vuole uno spazio permanente per la moda: potrebbe essere la Pelanda, al museo del Macro al Testaccio, che da luglio si aggiungerà al Santo Spirito e al tempio di Adriano, come nuova sede della manifestazione. Atelier e studi di artisti ospiteranno giovani creativi e si apriranno anche le sedi di Valentino e Fendi, mentre la prossima volta toccherà a Gucci e Bulgari. Sarà presentata una mappatura di circa 50 artigiani romani da riscoprire e l’idea è di pubblicare un volume l’anno. In quelle botteghe la presidente di Alta Roma vorrebbe far entrare dei creativi, per imparare l’arte antica e innovarla. La commissione di cinque tecnici che presiede ha scelto per il calendario una stilista di Frosinone: Giada Curti. Ma ci saranno anche tre nomi nuovi fuori calendario: un italiano, un libanese e un francese. L’anteprima delle sfilate sarà, il 9 luglio, un omaggio hi-tech al grande sarto Roberto Capucci, all’insegna della contaminazione: l’installazione multimediale creata dall’artista Maurizio Martuscello con Mattia Casalegno per un ambiente interattivo sugli abiti-scultura del maestro. Il 10 ci sarà il concorso Who is on Next?, con i suoi 10 finalisti, il giorno dopo Fausto Sarli aprirà le sfilate e seguiranno Gattinoni, Curiel, Riva, Balestra. Anche Mahfouz, Ward e Rami al Ali. E tornerà Lettieri. Al margine dell’incontro, la Venturini Fendi assicura il suo impegno per dare un museo a Valentino che, offeso,vuole farlo a casa sua a Parigi. Il Comune assicura ancora disponibilità. Sembra un dejà vu.

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