Da semplice accessorio contro il freddo a segno distintivo dei Giochi: la fascia da neve conquista piste e podi e diventa l’icona di uno stile olimpico essenziale, funzionale e trasversale. Altro che divise e make up particolari come le unghie fluo di Francesca Lollobrigida: alle Olimpiadi il glamour passa da un dettaglio tecnico che non chiede attenzione, ma finisce per catturarla tutta.
Le immagini che arrivano dalle gare e dalle cerimonie di premiazione raccontano una tendenza chiara. Volti segnati dalla fatica, capelli sciolti o appena domati dal casco, e quella fascia che incornicia lo sguardo. Anche Sofia Goggia la indossa così, senza trasformarla in un vezzo estetico. È un elemento che unisce gara e podio, sport e glam.

La forza della fascia da neve sta proprio nella sua funzione. Nasce per proteggere dal freddo, assorbire il sudore, restare stabile sotto casco e occhiali. Alle Olimpiadi, però, come ogni grande evento, la funzione si fa immagine. Esposta al centro del volto, diventa immediatamente riconoscibile, porta colori e identità nazionali senza eccessi, accompagna il gesto atletico senza sovrastarlo. E diventa, immediatamente, elemento di stile.
C’è poi un aspetto decisivo che la rende l’accessorio per eccellenza dei Giochi: la fascia è unisex. Non divide, non distingue, non chiede adattamenti. Sta bene a tutti perché segue i lineamenti del volto senza correggerli. È identica per uomini e donne, campioni affermati e giovani esordienti, discipline di velocità e prove di resistenza. E questa neutralità la rende un accessorio must have.
Se c’è un dettaglio destinato a
restare impresso nelle immagini di queste Olimpiadi, non sarà l’ornamento superfluo. Sarà quella fascia semplice, tecnica e condivisa, capace di tenere insieme sport e stile. Un glamour che non fa scena, ma la conquista.