"Possibile ritiro delle forze ucraine": il blitz russo lungo il fronte | La diretta della guerra

Continua la battaglia nel Donbass, russi e filorussi alla periferia di Severodonetsk e di Lyman. Combattimenti in corso anche a Popasna e nell'area di Donetsk

"Possibile ritiro delle forze ucraine": il blitz russo lungo il fronte | La diretta della guerra

Nelle ultime ore di guerra la battaglia è apparsa sempre più concentrata nell'area di Severodonetsk. Qui, così come rivelato nell'ultimo report dei servizi segreti britannici, russi e filorussi stanno per circondare l'ultima grande città in mano ucraina all'interno dell'oblast di Lugansk. Londra, in particolare, con riferimento a Severodonetsk ha parlato di "sacca" ucraina, confermando ulteriormente una situazione molto delicata per l'esercito di Kiev. La città è strategica tanto per i russi quanto per gli ucraini e il timore è che proprio la sua importanza potrebbe determinare una situazione molto simile a quella vista a Mariupol, dove l'intensità della battaglia ha causato la morte di centinaia di civili e la distruzione del territorio urbano.

Si combatte anche in altre aree del Donbass e, in particolare, nella zona di Lyman e di Popasna. Nel primo caso, i russi stanno cercando di premere sulla cittadina in quanto ultimo lembo di territorio in mano ucraina a nord del fiume Seversky Donetsk, il cui attraversamento permetterebbe a Mosca e agli alleati di dilagare nella parte settentrionale del Donbass. Nel secondo invece, la conquista pochi giorni fa di Popasna, situata a ovest della linea di contatto che dal 2014 separava i territori in mano a Kiev da quelli controllati dall'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, sta dando alle truppe russe la possibilità di mettere ulteriormente sotto pressione l'esercito ucraino.

A livello politico, l'attenzione è concentrata sugli spettri di una grave crisi alimentare determinata dall'impossibilità per l'Ucraina di esportare il proprio grano. Ne ha discusso ieri il presidente del consiglio Mario Draghi durante la conversazione telefonica tenuta con il presidente russo Vladimir Putin. Il capo del Cremlino, in relazione al blocco navale, ha puntato il dito contro Kiev e si è scagliato ancora una volta contro le sanzioni imposte dall'occidente alla Russia.

La diretta:

Ore 22:43 | Chiesa ortodossa ucraina: "Tagliati legami con la Russia"

La Chiesa ortodossa ucraina, sostenuta da Mosca, afferma di aver tagliato i rapporti con la Russia a seguito dell'invasione dell'Ucraina. "Non siamo d'accordo con la posizione del patriarca Kirill di Mosca sulla guerra", ha affermato la Chiesa ortodossa ucraina in un comunicato dopo aver tenuto un consiglio incentrato sull'"aggressione" della Russia contro l'Ucraina, dove ha dichiarato la sua "piena indipendenza e autonomia" da Mosca.

Ore 22:35 | Colloquio Macron-von der Leyen. Focus su energia, Ucraina e difesa

Il capo dello Stato francese, Emmanuel Macron, ha avuto un colloquio telefonico con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il quale hanno parlato di questioni energetiche, di sostegno finanziario all'Ucraina e di difesa. Lo ha reso noto l'Eliseo. Lo scambio è avvenuto in vista del Consiglio europeo del 30 e del 31 maggio. Le discussioni si sono concentrate sull'energia e sulle proposte fatte dalla Commissione nel suo piano RepowerEu per ridurre la dipendenza dell'Unione dagli idrocarburi russi e per accelerare la transizione ecologica, ha fatto saper la presidenza francese. Macron e von der Leyen hanno anche parlato della "assistenza macro-finanziaria di emergenza di cui l'Ucraina ha bisogno e che l'Unione europea potrebbe fornire", ha aggiunto l'Eliseo. Sulla difesa, si è parlato degli investimenti nel settore industriale.

Ore 21:47 | Bielorussia limita accesso cittadini a territori di confine

Per il periodo compreso tra il 1 giugno e il 31 agosto, le autorità bielorusse hanno limitato l'accesso dei cittadini alla striscia di confine con l'Ucraina. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa bielorussa Belta, le autorità statali responsabili per le frontiere hanno indicato che la misura, adottata "per garantire la sicurezza", riguarda i distretti di Bragin, Loevski e Joiniki, nella regione di Gomel. Il provvedimento è arrivato a pochi giorni dalla denuncia del governo ucraino secondo cui l'esercito russo ha piazzato una serie di missili Iskander proprio nella zona di confine tra Bielorussia e Ucraina.

Ore 21:35 | Finlandia: "Pronti a ogni opzione per nuove sanzioni"

Le sanzioni occidentali "hanno colpito la Russia con durezza" e Helsinki è pronta a "ogni opzione per nuove sanzioni, inclusa l'energia". Lo ha detto il ministro degli Esteri finlandese, Pekka Haavisto, in una conferenza stampa a Washington con il segretario di Stato americano Antony Blinken.

Ore 21:31 | Blinken: "Confido che Svezia e Finlandia entrino presto nella Nato"

Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, in conferenza stampa con l'omologo finlandese, Pekka Haavisto, ha dichiarato di "continuare a essere fiducioso che Svezia e Finlandia entreranno presto nella Nato". "La nostra politica delle porte aperte è un cardine dell'alleanza", ha aggiunto Blinken, che ha promesso una "forte presenza" della Nato nel Mar Baltico.

Ore 20:28 | Governatore Lugansk: "Possibile ritiro forze ucraine per non essere catturate"

Le forze ucraine potrebbero essere costrette a ritirarsi dall'ultima loro sacca di resistenza nella regione di Luhansk per evitare di essere catturate. Lo ha detto il governatore regionale, Sergei Gaidai, che in un post su telegram, riferendosi all'assedio russo di Severodonetsk d Lysychansk, ha scritto: "I russi non saranno in grado di catturare la regione di Luhansk nei prossimi giorni come avevano previsto gli analisti. Abbiamo forze e risorse sufficienti per difenderci. Comunque è possibile che per non essere circondati ci dovremo ritirare".

Ore 20:10 | "Probabile secondo assalto russo a Kiev in autunno"

Il Cremlino starebbe pianificando una seconda offensiva a Kiev in autunno, dopo quella fallita a fine febbraio all'inizio della guerra, nella convinzione di poter ottenere una vittoria su larga scala. Lo rivela il sito indipendente Meduza, secondo cui fonti vicine al Cremlino e all'amministrazione Putin parlano di una fiducia diffusa nella leadership di Russia Unita, il partito di governo, su una possibile vittoria in Ucraina prima della fine dell'anno. "Alla fine li ridurremo in poltiglia. L'intera faccenda sarà probabilmente conclusa entro l'autunno", ha detto una fonte.

Ore 19:59 | Pentagono non esclude fornire razzi a lunga gittata

L'amministrazione Biden non esclude di consegnare all'Ucraina razzi a lunga gittata per contrastare l'avanzata russa nel Donbass. Lo ha fatto capire il portavoce del Pentagono, John Kirby, di fatto confermando quando anticipato dalla Cnn. Senza voler specificare se Washington davvero consegnerà questo tipo di armi a Kiev, Kirby ha sottolineato che gli Usa lavorano "ogni giorno" per portare armi e sistemi di difesa in Ucraina. "Siamo in costante comunicazione con loro riguardo alle loro necessità", ha riferito il portavoce della Difesa statunitense; e ha aggiunto che gli Usa sono consapevoli che gli ucraini hanno richiesto "privatamente e pubblicamente" sistemi di lanciarazzo multipli, senza voler confermare se verranno davvero forniti.

Ore 19:48 | Kiev: "Guerra è cambiata. Non finirà presto se non riceveremo armi necessarie"

"Nell'ultimo mese i combattimenti sono cambiati. La guerra ora è diversa. I russi accumulano grandi quantità di artiglieria su un piccola zona e colpiscono le nostre posizioni. La difficoltà è che noi dobbiamo difendere un confine lungo più di 1000 km e il nemico è libero di scegliere dove avanzare. Noi dobbiamo avere le armi per difenderci e fare la controffensiva. Perciò la guerra non finirà presto se non riceveremo armi necessari". Ad affermarlo è il consigliere del ministro degli Interni dell'Ucraina Anton Geraschenko in un diretta sui social.

Ore 19:10 | Sindaco Severodonetsk: "Scarseggia acqua potabile"

"Da due settimane siamo senza elettricità e acqua calda. Cerchiamo di fare di tutto per ripristinare i servizi, ma è difficile. E c'è carenza di acqua potabile". Lo ha detto a Bfmtv il sindaco di Severodonetsk, Olexander Stryuk, lanciando l'allarme per la città nell'est dell'Ucraina, mentre - secondo il governatore della regione di Luhansk, Sergey Haidai - due terzi di Severodonetsk sono ormai circondati dai russi.

Ore 18:24 | L'allarme da Severodonetsk: "Servono armi pesanti contro i russi"

Il capo dell'amministrazione di Severodonetsk, Roman Vlasenko, ha dichiarato alla Bbc che per resistere all'offensiva russa sono necessarie armi pesanti. Le forze russe, a detta dello stesso Vlasenko, non hanno un vantaggio numero ma hanno più armi pesanti degli ucraini. "Le armi stanno raggiungendo il fronte in molte aree di Luhansk e Donetsk - ha sottolineato - Ma perché la controffensiva sia rapida ed efficace ne abbiamo bisogno di altre".

Ore 17:57 | Ucraina chiede a Germania di fermare anche Nord Stream 1

L'azienda statale ucraina del gas chiede alla Germania di interrompere o di ridurre drasticamente la fornitura di gas naturale attraverso il gasdotto Nord Stream 1. Lo riportano diversi media tedeschi, citando una dichiarazione del Ceo Serhij Makogon alla tv ucraina. Una richiesta in tal senso sarebbe stata inviata al governo tedesco.

Ore 17:34 | Londra: "Falsa notizia accordo per evitare consegna armi pesanti a Kiev da Paesi Nato"

Liz Truss, ministro degli Esteri britannico, ha bollato come "del tutto falsa" la notizia in arrivo da ambienti parlamentari in Germania su un ipotetico accordo per evitare che i Paesi della Nato consegnino armi pesanti all'Ucraina. "Siamo molto chiari nel dire che è assolutamente legittimo sostenere l'Ucraina con carri armati e aerei e sosteniamo l'impegno della Repubblica ceca che ha inviato carri armati all'Ucraina", ha spiegato da Praga. Londra, ha aggiunto, aiuta la Polonia a sostituire i suoi equipaggiamenti dopo che Varsavia ha inviato carri armati all'Ucraina. Al momento, l'Ucraina sta usando molti mezzi ex sovietici. Truss ha sottolineato che in futuro bisognerà "essere certi che Kiev sia in grado di difendersi da sola, e questo è quello che stiamo facendo con la Polonia e l'Ucraina".

Ore 17:00 | Putin: "Kiev ostacola processo negoziale. Infondate accuse a Mosca su crisi alimentare"

Il presidente russo Vladimir Putin, nel corso di una telefonata con il cancelliere austriaco Karl Nehammer, ha affermato che i tentativi di incolpare la Russia per i problemi con le forniture alimentari sono "infondati". Il capo del Cremlino, secondo quanto riportato dall'agenzia Tass, ha inoltre dichiarato che Kiev ostacola il processo negoziale con Mosca e che l'Ucraina deve sminare i porti il prima possibile per consentire il passaggio delle navi.

Ore 16:37 | Zelensky a Draghi: "Ci aspettiamo altri aiuti per difesa da partner"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto una "conversazione telefonica con il Primo Ministro Mario Draghi e lo ha Informato sulla situazione al fronte". "Ci aspettiamo ulteriore supporto per la difesa dai nostri partner", ha scritto Zelensky su Twitter. Nel corso della telefonata il leader ucraino "ha sollevato il problema dell'approvvigionamento di carburante. Sono stati discussi i modi per prevenire la crisi alimentare. Dobbiamo sbloccare i porti insieme".

Ore 16:12 | Ampio incendio in un magazzino a Sud di Mosca

Nelle ultime ore c'è da segnalare un ampio incendio scoppiato nel sud di Mosca. Qui ha preso fuoco un magazzino con gomma e mobili. Il fumo ha invaso la zona e la strada vicine alla struttura, come si vede nel video diffuso su Twitter dal media bielorusso indipendente Nexta.

Ore 16:05 | Kiev contro Scholz, Berlino ci ha lasciati soli militarmente

Militarmente, l'Ucraina è stata semplicemente lasciata sola da Berlino": lo ha detto in un'intervista a Bild l'ambasciatore ucraino in Germania, Andrij Melnyk. Il rappresentante di Kiev ha criticato l'intervento del cancelliere Olaf Scholz a Davos, da cui emergerebbe una "mancanza di leadership e coraggio". Secondo Melnyk, Scholz avrebbe dovuto spiegare quali "passi molto concreti" voglia fare Berlino per aiutare l'Ucraina a vincere la guerra. All'interrogativo non ci sarebbero però state risposte, soprattutto rispetto alla fornitura delle armi pesanti necessarie a contrastare l'offensiva russa.

Ore 15:17 | Severodonetsk circondata per 2/3 ma non arresa

"La città è accerchiata dai russi per 2/3 ma non si è arresa, la città è in feroce difesa". Lo afferma il capo dell'amministrazione militare della città di Severodonetsk, Oleksandr Stryuk. Stryuk ha aggiunto che i russi hanno cercato di occupare la città per una settimana e mezza ma "grazie agli sforzi sovrumani dei soldati ucraini, la città è stata tenuta". Negli ultimi due giorni, aggiunge, la città è stata incendiata dai continui bombardamenti, ci sono vittime tra la popolazione civile e tra i dipendenti della fabbrica Azot. Ha anche aggiunto che a occhio nudo il 90% del patrimonio immobiliare è danneggiato e il 60% dovrà essere ricostruito.

Ore 14:06 | Premier russo: "Occidente vuole cancellarci dalla mappa"

"L'Occidente sta cercando di cancellare il nostro Paese, di rimuoverlo dalla mappa del mondo". Lo ha dichiarato il premier russo Mikhail Mishustin, così come sottolineato dalla Tass. "Vengono imposte sanzioni finanziarie, economiche, umanitarie, la discriminazione e le pressioni continuano nei campi della scienza, dello sport, della cultura, e sui nostri compatrioti all'estero - si legge nelle dichiarazioni - E questo "per la sola ragione che stiamo proteggendo i nostri interessi nazionali".

Ore 13:13 | Johnson: "Russia fa progressi lenti ma tangibili"

"Le forze russe stanno facendo progressi lenti ma tangibili in Ucraina". Lo ha dichiarato il primo ministro della Gran Bretagna, Boris Johnson. "Temo che Putin - ha proseguito nella sua intervista su Bloomberg - a caro prezzo per se stesso e per l'esercito russo, continui a guadagnare terreno nel Donbass.Sta continuando a fare progressi graduali, lenti, ma temo tangibili e quindi è assolutamente vitale continuare a sostenere militarmente gli ucraini".

Ore 12:27 | Kiev: "Guerra andrà avanti almeno fino a fine anno"

"Il presidente russo Vladimir Putin è pronto a condurre una guerra di lunga durata contro l'Ucraina, almeno fino alla fine del 2022". Lo ha dichiarato su Ukrainska Pravda Vadym Skibitskyi, a capo della Direzione principale dell'intelligence del ministero della Difesa Ucraino. "Putin - ha proseguito - non rinuncia ai suoi piani. Questa guerra si trascinerà. Quanto durerà la fase attiva, che sia settembre o ottobre, o la fine dell'anno, dipende dalla nostra resistenza, dallo stato delle nostre forze di difesa e dall'aiuto che ci danno".

Ore 11:34 | Sono dieci le vittime del bombardamento di Dnipro

Il raid che nelle scorse ore ha colpito Dnipro ha centrato un campo di addestramento della guardia nazionale. Lo hanno riferito alcuni politici locali ai media ucraini. Il bombardamento è stato effettuato con tre missili lanciati dalla regione russa di Rostov, uno dei quali ha centrato l'obiettivo. Al momento il bilancio parla di dieci vittime e 35 feriti.

Ore 11:31 | Media ucraini: "Evacuazione in corso da Slovjansk"

Diversi pullman sono partiti nelle scorse ore dalla città di Slovjansk, nell'oblast di Donetsk, con a bordo civili trasferiti in regioni più sicure. Slovjansk, specie dopo la caduta di Lyman, situata poco più a nord, potrebbe a breve essere nel mirino delle forze russe.

Ore 11:21 | Combattimenti nel centro di Severodonetsk, russi catturano Hotel Mir

Serhiy Haidai, governatore dell'oblast di Lugansk, ha reso noto su Telegram che gruppi di sabotatori russi sarebbero riusciti a conquistare l'Hotel Mir a Severodonetsk. "Mentre l'artiglieria sparava - si legge nelle sue dichiarazioni - i sabotatori sono entrati nell'albergo". La battaglia per l'edificio sarebbe comunque ancora in corso.

Ore 10:55 | Mosca espelle cinque diplomatici croati

Il ministero degli Esteri russo ha reso noto, tramite una nota diffusa dall'agenzia Tass, di aver espulso cinque diplomatici croati considerate "persone non grate". Si tratta del nuovo episodio della "guerra diplomatica" tra Mosca e l'occidente combattuta a suon di reciproche espulsioni di funzionari operanti nelle ambasciate.

Ore 10:27 | Lyman conquistata dai russi, arriva la conferma anche del governatore di Donetsk

Pavlo Kyrylenko, governatore dell'oblast di Donetsk, ha scritto su Telegram, così come riportato da diverse testate ucraine, che la città di Lyman è adesso quasi interamente controllata dai russi. Pochi minuti prima la rivendicazione della conquista della strategica cittadina situata tra Izyum e Severodonetsk era arrivata dai vertici militari dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk. Lyman è considerata strategica in quanto, fino a poche ore fa, era l'ultimo avamposto ucraino a nord del fiume Severysky Donetsk.

Ore 9:47 | Kherson e Zaporizhzhia passano al prefisso telefonico russo

Chi vuole raggiungere telefonicamente utenti e cittadini residenti nella regione di Kherson e nelle aree di Zaporizhzhia occupate dai russi, dovrà nei prossimi giorni usare il prefisso +7, quello cioè della federazione russa, al posto di +380, usato invece dalle linee ucraine. A dirlo è stato Oleg Kryuchkov, consigliere del capo della Crimea per la politica dell'informazione, su Ria Novosti. Secondo Oleg Kryuchkov, il prefisso +380 per queste regioni "a breve apparterrà soltanto al passato".

Ore 9:35 | Pesanti raid segnalati nell'oblast di Donetsk

Secondo diversi media locali, dalle aree in mano ai separatisti della regione di Donetsk da questa mattina vengono lanciati verso le aree controllate dagli ucraini diversi missili contro alcune specifiche località. La più colpita al momento sembrerebbe essere quella di Krasnohorivka.

Ore 9:09 | Sindaco Severodonetsk: "Il 60% delle abitazioni è distrutto, almeno 1.500 vittime civili"

Oleksandr Stryuk, sindaco di Severodonetsk, ha dichiarato che dall'inizio della battaglia per la città, per la quale si teme la stessa sorte toccata a Mariupol, sono morti almeno 1.500 civili. Citato dalla Bbc, Stryuk ha poi aggiunto che in città sarebbero rimaste tra le 12.000 e le 13.000 persone, su un totale di centomila che abitavano qui prima della guerra. Il 60% degli edifici sarebbe inoltre andato distrutto, il 90% sarebbe danneggiato.

Ore 8:58 | Tre missili hanno colpito la città di Dnipro, ci sarebbero molti danni

Almeno tre missili hanno colpito alcuni obiettivi all'interno della città di Dnipro, una delle più grandi del Paese e situata a cavallo del fiume Dnepr, il corso d'acqua che divide l'est dall'ovest dell'Ucraina. A darne notizia sono stati diversi media locali e sui social stanno emergendo varie testimonianze in merito. Ignota al momento l'eventuale presenza di vittime o feriti tra la popolazione, ma il raid avrebbe comunque determinato non pochi danni.

Ore 8:34 | Raid nella regione di Sumy

Sono state ore frenetiche e di paura in molte località all'interno della regione di Sumy, situata nella parte nord orientale dell'Ucraina e al confine con la Russia. Il governatore Dmitry Zhivitsky su Telegram ha reso noto che diverse città sono state colpite da intensi bombardamenti. Nella località di Shostka si sta assistendo, anche in questi minuti, a continui raid effettuati a colpi di mortaio. La regione di Sumy è una di quelle abbandonate dai russi con la ritirata di fine marzo.

Ore 7:31 | Nuovo report dei servizi di intelligence di Londra: "Russi accerchiano Severodonetsk"

"Le forze di terra russe continuano il loro tentativo di circondare Severodonetsk e Lyschansk e hanno conquistato diversi villaggi a nord-ovest di Popasna". Lo si legge nel bollettino dell'intelligence militare britannica pubblicato nelle scorse ore. Secondo i servizi segreti di Sua Maestà, le truppe russe starebbero esercitando una forte pressione in quella che gli stessi britannici hanno oramai definito come "sacca di Severodonetsk", indicata come l'attuale principale obiettivo da parte di Mosca.

Ore 5:00 | Washington pensa all'invio di armi pesanti a Kiev

L'amministrazione Usa starebbe programmando l'invio di armi pesanti a favore dell'esercito ucraino. Lo ha reso noto la Cnn, la quale ha sentito alcuni funzionari della Casa Bianca secondo cui il presidente Joe Biden, constatate le difficoltà di Kiev nel Donbass, sarebbe pronto a inviare l'armamento più pesante richiesto da diverse settimane dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

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