Allerta ad Herat anche tra gli italiani: possibili attacchi contro soldati stranieri

Un'informativa dell'intelligence ha avvisato circa la possibilità di attacchi diretti in primis contro truppe Usa ma, in secondo luogo, anche contro soldati stranieri nella provincia afghana di Herat. E qui è stanziato il grosso del contingente italiano nel paese

In Afghanistan la situazione appare sempre più tesa, tra nuovi attentati e nuove minacce alla sicurezza mentre intanto proseguono le trattative tra americani e talebani per giungere ad un accordo.

Ma a mettere ancora più preoccupazione, è stata tra le altre cose anche un’informativa dei servizi segreti in cui si parla di possibili attacchi contro le forze straniere nella provincia di Herat. E l’allarme riguarda anche il nostro paese, visto che qui sono stanziati diversi militare del contingente italiano impegnato nella missione Nato.

Le informative per la verità, avrebbero per oggetto soprattutto i soldati statunitensi. Tuttavia, in questi casi le allerte vengono estese anche agli alleati ed a tutti i contingenti stranieri. Il fatto che si parli esplicitamente di Herat, come detto, non è un buon segno per l’Italia: “Stando alle fonti di intelligence – si legge sull’AdnKronos – si è tenuto un incontro tra iraniani, rappresentanti dei Talebani di Peshawar, città del Pakistan, e dell'Isi, l'intelligence pakistana, allo scopo di pianificare attacchi in particolare contro le forze statunitensi di stanza in Afghanistan”.

Quella di Herat è una provincia strategica, visto che si trova vicino al confine sia con il Turkmenistan che con l’Iran. I servizi segreti, in primis di Washington ma anche di altri paesi occidentali, non hanno escluso in queste settimane che la “vendetta” iraniana per l’uccisione del generale Soleimani, avvenuta il 3 gennaio scorso a seguito di un raid Usa a Baghdad, possa prevedere un’escalation anche sul versante “orientale” e non solo contro interessi americani in Iraq.

Le trattative in corso tra rappresentanti di Washington e rappresentanti talebani, confermate dal segretario Usa alla difesa Mike Esper nel corso di una riunione Nato a Bruxelles, potrebbero da un lato portare ad una distensione della situazione, ma dall’altro anche a nuove escalation. E questo, per l’appunto, proprio perché il fronte afghano potrebbe diventare un ulteriore teatro del braccio di ferro in corso nel medio oriente tra Usa ed Iran.

Dell’allerta intanto, fanno sapere sempre da AdnKronos, è stato già informato anche il contingente italiano. Al momento non ci sono paure specifiche, ma i nostri soldati sono comunque informati su quanto diramato dalle informative dell’intelligence.

Proprio ad Herat, lo scorso 11 febbraio, all’ingresso della base di Camp Arena si sono vissuti attimi di apprensione per via di un sospetto ordigno esplosivo posizionato a bordo di un camion civile. Per fortuna però, in quell’occasione i controlli fatti scattare immediatamente hanno rivelato la non presenza di ordigni e l’allarme è rientrato. Questo episodio però, ha mostrato ancora una volta lo scenario di tensione che sta contraddistinguendo per adesso la situazione in Afghanistan.