Con una app adesso ordini pure un papà

Si chiama "ordina il papà" (order a daddy), e costa 950 sterline, compresa la fornitura del primo campione di sperma del daddy ordinato

Quante donne vogliono un bambino, ma non hanno sottomano un uomo disposto a fare il papà? E magari hanno anche fretta, un lavoro impegnativo, o anche scarsa propensione a corteggiamenti, sesso, e altri fastidi? Beh, adesso c'è una app apposta per loro. Si chiama «ordina il papà» (order a daddy), e costa 950 sterline, compresa la fornitura del primo campione di sperma del daddy ordinato. L'ordine prevede (ma questo avveniva già con le cliniche «tradizionali», si fa per dire) specificando sulla app le caratteristiche desiderate del padre digitale, sperando forse che si trasmettano al figlio: altezza, colore degli occhi, capelli. Ma anche livello di studi raggiunto e aspetti di personalità preferiti.

«Ordina il papà» arriva dunque dove né le separazione, né il divorzio, né la soppressione fisica del marito (diretta o tramite mercenari) erano finora arrivate: far sparire il padre prima ancora del concepimento, ottenendone però ciò che si ritiene utile: lo sperma. Il padre entra ora nella realtà virtuale, come i Pokemon. E meno male che adesso in Inghilterra il «donatore» di seme deve almeno lasciare le generalità, perché la prima legge in materia, che lo prevedeva anonimo, aveva suscitato infiniti problemi di ordine medico (verifica di predisposizioni genetiche) e psicologico. È reperibile in casi estremi, il papà digitale, ma per il resto è del tutto assente. Non è mai entrato, questo papà virtuale, nella realtà familiare: di certo nel lettone matrimoniale, ma neppure si è mai seduto a tavola con madre e figlio, o è mai stato toccato da qualcuno di loro. Un daddy fantasma. Ed è questo il problema.

Che peserà, e molto nella vita del figlio. Perché il padre non è un ortaggio, o qualunque altra cosa ordinata secondo le modalità della spesa online, scrupolosamente seguite dalla app ordina un papà. È un essere umano, legato al figlio da una profondissima esperienza sensoriale. Cominciata addirittura da prima che nascesse, quando lo sentiva muovere accanto alla madre, ne sentiva la voce, il tono. Era il primo «altro» al di fuori di «loro», la madre e il figlio. La vita di relazione, la capacità di interagire con l'esterno, di sentire, è cominciata anche da lì.
Il padre è inizialmente questo: un'esperienza sensoriale. A partire dalla quale se ne organizzano molte altre, a cominciare dalle tue relazioni col mondo maschile. Che, altrimenti, rimangono appese al nulla della realtà virtuale. La vita umana, però, non è un'esperienza virtual-commerciale, come la spesa. È una storia corporea, e affettiva. Che si organizza attorno al cuore, e i sensi. Poi, certo, anche al cervello, e all'eventuale conto in banca. Ma dopo. Senza cuore, sensi, senza un papà in carne ed ossa, che gira lì attorno ai due, alla madre e al figlio, non parte nulla. Non comincia una vita umana.

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Commenti

ohibò44

Mar, 27/09/2016 - 12:21

I veti contrapposti tra moralisti intransigenti e possibilisti senza confini etici impediscono qualsivoglia ragionevole legislazione che limiti lo strapotere dello scientismo amorale perciò i seguaci di Ippocrate (sic) potranno continuare a fare soldi a palate vendendo bambini come beni di consumo.

ohibò44

Mar, 27/09/2016 - 17:45

Inoltre a quanto vedo i problemi etici e morali non interessano la ‘cultura’ di destra: sono quasi le sei di sera e nessuno, oltre me, ha commentato. I veri grandi problemi sembrano essere le litigate sulla politichetta politicante. Chi ritiene ci siano dei limiti morali al potere scientifico deve essere degno di quello che sostiene: serve impegno, le maggioranze silenziose, oggi, nascono morte