"Ci ha rubato 'hakuna matata'". E gli africani accusano la Disney

Gli attivisti mirano a dare vita a un “boicottaggio di massa” dei prodotti della multinazionale americana, al fine di indurre quest’ultima a “cessare ogni impiego commerciale” della frase “hakuna matata”

"Ci ha rubato 'hakuna matata'". E gli africani accusano la Disney

The Walt Disney Company è recentemente divenuta oggetto di forti critiche da parte di migliaia di attivisti africani.

Una petizione online che accusa di “colonialismo” la multinazionale americana ha infatti raccolto in questi giorni “oltre 60mila firme”. L’azienda Usa avrebbe infatti “rubato all’identità africana” il motto in lingua Swahili “hakuna matata” (“senza pensieri”). La frase è divenuta celebre grazie al cartone animato Il re leone, realizzato proprio dalla Disney, e nel 2003 l’US Patent and Trademark Office, autorità statunitense competente a rilasciare brevetti, l’ha riconosciuta “proprietà intellettuale” del gruppo californiano.

La petizione che accusa la società Usa di “colonialismo” è stata finora sottoscritta principalmente da membri di associazioni stanziate in diversi Paesi dell’Est del “continente nero”: Tanzania, Kenya, Uganda, Ruanda, Burundi e Mozambico. Il promotore dell’iniziativa, l’attivista Shelton Mpala, intende però coinvolgere nella battaglia anti-Disney “tutti gli Africani”. La sua petizione mira a dare vita a un “boicottaggio di massa” dei prodotti della multinazionale americana, al fine di indurre quest’ultima a “cessare ogni impiego commerciale” del motto in lingua Swahili.

Mpala, originario dello Zimbabwe, ha recentemente rivolto parole molto dure all’indirizzo della società californiana: “La Disney non può essere titolare del diritto esclusivo di utilizzo di quella frase. La compagnia statunitense ha commesso un furto, un atto tipico del colonialismo più brutale. Quel motto fa parte del patrimonio culturale dei popoli africani. Non è affatto una creazione della Disney. Nessuno può essere riconosciuto proprietario di qualcosa che non ha inventato".

Secondo Mpala, inoltre, “neanche una minima parte” dei guadagni percepiti dal gruppo californiano grazie allo sfruttamento commerciale di tale espressione colloquiale sarebbe stata destinata da quest’ultimo all’assistenza alle tribù di lingua Swahili: “I nativi africani, i veri inventori della frase, non hanno finora visto neanche un centesimo. La Disney non ha mai voluto ringraziare le persone che le hanno suggerito quel motto. Neanche una minima parte del denaro guadagnato dal gruppo americano grazie all’impiego commerciale di quella frase è stata donata all’Africa.”

Sostegno nei confronti della battaglia promossa dall’attivista è stato di recente manifestato anche da importanti attori economici del “continente nero”.

Ad esempio, la Confederazione degli industriali kenioti, mediante un editoriale apparso sul quotidiano finanziario Business Daily Africa, ha bollato l’utilizzo commerciale, da parte della Disney, di “hakuna matata” come uno “scippo” ai danni dell'"identità africana”.

Per il momento, l’azienda californiana non ha rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda.

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