Rowling sotto attacco: attivisti trans diffondono l'indirizzo di casa

"Ho ricevuto così tante minacce di morte che potrei tappezzarci la casa". Lo sfogo della scrittrice su Twitter dopo che alcuni attivisti transgender hanno pubblicato l'indirizzo della sua abitazione sui social

Rowling sotto attacco: attivisti trans diffondono l'indirizzo di casa

Aver messo in discussione l'ideologia transgender, ribandendo il legame tra l'essere donna e avere una vagina, sta costando caro alla scrittrice J.R Rowling. Esclusa dalla reunion del cast di Harry Potter pochi giorni fa per le accuse di "transfobia" che le sono piovute addosso negli ultimi anni, ora la polizia politica del pensiero unico politicamente corretto ha deciso di mettere a repentaglio la sua sicurezza e quella della sua famiglia pubblicando sul web il suo indirizzo di casa. Come ha denunciato la stessa Rowling in una serie di tweet, "venerdì scorso, l'indirizzo della mia famiglia è stato pubblicato su Twitter da tre attivisti che si sono fotografati davanti a casa nostra, assicurandosi che il nostro indirizzo fosse visibile". Nella fattispecie, si tratterebbe di attivisti transgender che hanno preso di mira la scrittrice per le sue posizioni contro la follia gender.

Pubblicato l'indirizzo di casa

Ringraziando tutte le persone che hanno segnalato l'immagine e la polizia scozzese per il supporto, J.R Rowling ha aggiunto: "Imploro coloro che hanno ritwittato l'immagine con l'indirizzo ancora visibile, anche se lo hanno fatto condannando le azioni di queste persone, di eliminarla". E cita altre donne che, come lei, sono state "cancellate" dal totalitarismo woke per aver semplicemente espresso un pensiero controcorrente: Allison Bailey, Raquel Sanchez, Marion Miller, Rosie Duffield, Joanna Cherry, Julie Bindel, Rosa Freedman. L'ideatrice di Harry Potter menziona anche Kathleen Stock, femminista e lesbica che ha dovuto dimettersi dal suolo ruolo di docente di Filosofia dell'Università del Sussex a seguito degli insulti e delle minacce ricevute dagli attivisti transgender. Anche in quel caso, Stock aveva ribadito un concetto che la psicopolizia vuole mettere al bando: il sesso biologico rimane predominante e le persone transgender non dovrebbero frequentare gli spazi riservati alle donne come spogliatoi e bagni.

La scrittrice racconta che "chi mi ha contattato per raccontare le proprie esperienze analoghe, è stato oggetto di campagne di intimidazione che vanno dall'essere perseguitati sui social media", fino "alle minacce dirette di violenza, compreso lo stupro. Nessuna di queste donne è protetta come lo sono io. Loro e le loro famiglie sono state messe in uno stato di paura e angoscia per il solo motivo che si rifiutano di accettare acriticamente che il concetto socio-politico di identità di genere dovrebbe sostituire quello di sesso".

"Ho ricevuto tante minacce di morte"

La scrittrice inglese a quel punto fa i nomi e cita - sempre su Twitter - gli account dei tre attivisti transgender che hanno diffuso l'indirizzo della sua abitazione, menzionando la pratica - purtroppo sempre più diffusa - del doxxing, che consiste proprio nel rende pubblici sul web e sui social media informazioni personali e private o altri dati sensibili riguardanti una persona con un chiaro intento malevolo. "Pensavano che fare doxxing mi avrebbe intimidito a non parlare dei diritti delle donne basati sul sesso. Avrebbero dovuto riflettere sul fatto che ho ricevuto così tante minacce di morte che potrei tappezzarci la casa, e non ho smesso di parlare. Forse, il modo migliore per dimostrare che il vostro movimento non è una minaccia per le donne è smettere di perseguitarci, molestarci e minacciarci".

Se c'è una cosa che non manca a J.R Rowling è il coraggio di chi esprime le proprie idee, nonostante le sempre più gravi e preoccupanti minacce che provengono dall'attivismo transgender e da un'ideologica militante e totalitaria - come quella del politicamente corretto e della woke supremacy - che non ammette confronti né dibattito. Come nei peggiori totalitarismi, trattasi di dogmi da osservare in maniera ossequiosa. In silenzio. Ma c'è chi, come l'ideatrice di Harry Potter, ha deciso di non piegarsi.

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