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Auckland, il primo bar senza alcol chiude i battenti dopo solo 2 mesi

Tentativo fallito, nel locale non entrava nessuno. E ora diventerà un night club

Auckland, il primo bar senza alcol chiude i battenti dopo solo 2 mesi

Sembrava una buona idea, di quelle destinate a rivoluzionare la scena dei locali notturni, almeno per una parte della clientela, interessata a qualcosa di nuovo e insolito. Ma per il primo bar senza alcool di Auckland le cose non sono andate esattamente come sperato.

Il Tap Bar ha aperto i battenti a luglio, con l'idea che se locali simili iniziavano a spuntare a New York, Londra e in Svezia, allora una clientela ci fosse. E che, tolto l'alcool, sarebbero venute meno anche le restrizioni orarie che chi ne vende deve rispettare. Col risultato di guadagnarsi le simpatie di chi dopo una certa ora non ha ancora voglia di rientrare a casa.

Poteva funzionare, oppure no. Non ha funzionato. Per nulla. A cinque settimane dall'apertura, Grady Elliott, uno dei proprietari del Tap, ha fatto sapere di avere fatto domanda per una licenza per vendere gli alcolici. L'obiettivo è quello di riaprire come nightclub.

"Ci abbiamo provato ma la drinking culture di Auckland semplicemente non va d'accordo con un 'dry bar'. Non veniva nessuno", ha spiegato. Se non qualche cliente che si limitava a comprare una bottiglia d'acqua, non abbastanza per garantire la sopravvivenza del Tap.

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