Il canadese a capo dell'Isis in Bangladesh: "Decapiteremo tutti i non salafiti"

Originario di Windsor, in Ontario è conosciuto come lo sceicco Abu Ibrahim al Hanifi. Ma il suo vero nome è Tamim Chowdhury. Nel numero di aprile di Dabiq ha minacciato di decapitare chiunque non diventerà salafita

Il canadese a capo dell'Isis in Bangladesh: "Decapiteremo tutti i non salafiti"

In Bangladesh il leader dello Stato Islamico è un canadese. Conosciuto come lo sceicco Abu Ibrahim al Hanifi, il suo vero nome è Tamim Chowdhury. Secondo i media locali, che riportano le parole di Amarnath Amarasingam, docente alla Dalhousie University, al Resilience Research Centre, il terrorista è originario di Windsor, in Ontario. “Le persone che lo conoscevano – ha aggiunto il professore - lo hanno descritto come un ragazzo tranquillo”. Di lui non si sa altro, neanche la sua età.

Il terrorista sarebbe riuscito a far entrare nell’organizzazione diverse persone dai profili alti, come medici, ingegneri e architetti. Questo ha fatto si che anche alcuni miliziani qaedistisi si siano avvicinati allo Stato Islamico, che in Bangladesh sta cercando di creare il punto d’appoggio per espandersi in tutta l’Asia.

In una intervista nel numero di aprile di Dabiq, la rivista dei tagliagole dell’ISIS, Abu Ibrahim al Hanifi ha minacciato di decapitare chiunque non diventerà salafita. E poi ha avvertito che i miliziani del Califfo in Bangladesh “stanno affilando i coltelli per uccidere gli atei, coloro che si fanno beffe della religione e ogni apostata che vive in questa regione”.

"Fermiamo le imprese che finanziano il terrore"

Intanto Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, esprimendo “rammarico e grande dolore per il brutale attentato criminale avvenuto in Bangladesh”, ha dichiarato di non essere meravigliato da quello che “è successo ieri a Dacca e nei giorni scorsi in Turchia, a Parigi, a Bruxelles, al Cairo e in tutti gli altri attentati che stanno avvenendo in questo ultimo anno”.

“La Strategia dell'Isis, di al Qaeda e di tutte le sigle del terrore islamico, è chiara”, ha aggiunto Esposito. “Hanno iniziato la loro crociata oltre i propri confini con tre obiettivi principali. Il primo obiettivo è spingere al terrore e alla paura chi è contro di loro. Il secondo obiettivo è aumentare la povertà e diminuire le libertà nei paesi islamici che hanno rapporti con i paesi occidentali. Il terzo obiettivo è quello di affermare la supremazia dei fondamentalisti islamici rispetto alla maggioranza moderata dell'Islam”.

Per fermarli, conclude il vicepresidente del Copasir, bisogna colpirli. “Colpiamoli, colpiamoli presto. Colpiamoli tagliando i finanziamenti e le imprese criminali che finanziano il terrore. Fermiamo il finanziamento dei Paesi canaglia. Portiamoli alla fame e colpiamo tutti quei Paesi o gruppi che flirtano con il terrore nero”.

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