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Basta un saluto romano a innescare un cortocircuito in campo buonista

Per alcuni è una posa scherzosa davanti all'Altare della Patria, per altri un saluto fascista in piena regola. La modella "diversamente bella" di Gucci scatena un nuovo dibattito social, e un saluto basta a mettere in dubbio una paladina del politicamente corretto.

Basta un saluto romano a innescare un cortocircuito in campo buonista

Da un paio di giorni a questa parte, l'ormai famigerata modella scelta da Gucci per la sua discutibile "bellezza non convenzionale", Armine Harutyunyan, è stata al centro dei riflettori. Non per il suo talento come indossatrice - del quale davvero nulla si è scritto o saputo - né per la sua provenienza da un paese del quale molti sanno molto poco - l'Armenia appunto -, ma per via di un lungo ed estenuante dibattito social-mediatico sulle sue sopracciglia paffute e la sua distanza abissale dagli stereotipi della bellezza come la conoscevamo in Occidente (e come forse in troppi vorremmo continuare a conoscerla). Dibattito che ha visto la società spaccarsi nei due schieramenti canonici.

Tanto è stata concitata la discussione, da condurre tanti, compresi molti giornalisti, sul suo profilo Instagram. Per farle le pulci e scoprire chi avesse più ragione tra una posa e un selfie. Ed ecco che, proprio mentre le sinistre unite di tutto il mondo, insieme ai movimenti per le minoranze di tutto il mondo, e dei diritti alle salvaguardia delle diversità di tutto il mondo - Partito Democratico in testa, pansessuali e terrapiattisti in coda - già erano pronti a beatificarla come paladina di ciò che ho scoperto essere la "body positivity" (che dovrebbe essere il termine alterego altrettanto inutile di "body shaming"), che salta fuori, scrollando il suo profilo come teenager arrapati, una foto di colei che dinnanzi a un Vittoriano assolato nella marmorea bellezza in quella che fu la mussoliniana Piazza Venezia di Roma, tende il braccio destro al cielo, salutando romanamente.

Il cortocircuito è stato istantaneo nel sistema preimpostato delle anime belle, ma subito dopo una levata di scudi si è sollevata su un'altra levata di scudi già schierata, per asserire, senza interrogare, che si tratterebbe di un fake. La foto, che già era alla mercé degli strumentalizzatori seriali e risale al 2019, ha tutto un altro senso. Dato che la giovane indossatrice accompagnava lo scatto con le parola "Caesar" in sovrimpressione. Scritta che in molte foto sarebbe stata rimossa tramite photoshop e parenti. Chiara dimostrazione, secondo alcuni, che l'intento fosse quello di omaggiare scherzosamente l'imperatore romano Cesare - non salutare incautamente il Duce del Fascismo Benito Mussolini, come vorrebbero sostenere altri. Uno spunto interessante, senza dubbio, per tutti gli avvocati difensori del reato di apologia di fascismo commesso "a mano". Ma che potrebbe tuttavia scuotere tutti coloro che annoverano un antenato gladiatore mandato a sbranare dai leoni.

In attesa di ulteriori sviluppi e notizie certe su questa scabrosa vicenda, resteremo nell'oblio che appartiene al dubbio. O ci ritaglieremo una terza chances: forse la modella armena stava chiamando un autobus, o un taxi; e per come funzionano trasporti pubblici e privati a Roma, più che incolparla, avremmo dovuto augurarle soltanto buona fortuna.

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