Il "bazooka" della Merkel contro il virus: pronto un piano da 822 miliardi

La cifra impressionante verrà messa in campo dal governo tedesco per fronteggiare le ripercussioni economiche dell'epidemia di coronavirus. Si tratta del più imponente piano di aiuti dal secondo dopoguerra

Il governo di Angela Merkel è pronto a mettere in campo il più grande piano di aiuti dal secondo dopoguerra per sostenere le imprese tedesche. Si parla di un "bazooka" da 822 miliardi di euro. Una cifra impressionante se comparata alle misure adottate in altri Paesi, compresi i decreti di casa nostra, che andrà a supportare le imprese tedesche che subiranno i contraccolpi della pandemia.

"Dalla Seconda guerra mondiale non c'è stata sfida per il nostro Paese in cui la solidarietà reciproca sia stata così importante", ha detto Merkel mercoledì scorso, nel discorso alla nazione trasmesso a reti unificate dalle tv tedesche. Il primo dal suo esordio alla Cancelleria. Nel Paese i contagi salgono ora dopo ora. È arrivato quasi a 22mila il numero degli infettati. Una crescita esponenziale: tre giorni fa i casi registrati erano 10mila. Sono 70 le vittime. "Siamo di fronte ad una sfida enorme", ha detto il ministro delle Finanze, Olaf Scholz, che si prepara a varare l’imponente piano di salvataggio dell’economia tedesca.

Secondo una bozza visionata dall’agenzia di stampa AFP i soldi verranno distribuiti attraverso una serie di programmi di aiuto destinati alle piccole e medie imprese e ai lavoratori. Tra le misure previste ci sarebbe anche quella di una parziale e temporanea nazionalizzazione delle grandi industrie per farle rimanere a galla per tutta la durata dell’emergenza sanitaria ed oltre. Per questo il governo tedesco ha messo sul piatto una cifra senza precedenti e si prepara ad abbandonare la disciplina del pareggio di bilancio.

Il dogma dello "Schwarze Null", cioè dello “zero nero”, che prevede la compensazione senza nuovi crediti di entrate ed uscite, verrà sacrificato per assistere lavoratori e imprenditori. Il governo si prepara a sforare il tetto massimo dell’indebitamento, pari allo 0,35% del Pil tedesco, con l’approvazione di un bilancio suppletivo di oltre 150 miliardi di euro. La deroga al tetto è consentita dall’articolo 115 della Costituzione che prevede lo sforamento nel caso di catastrofi naturali "che si sottraggono al controllo dello Stato" e deve essere approvata con la maggioranza dei voti al Bundestag. È il caso dell’epidemia di Covid-19.

Quella di aumentare il debito pubblico di 150 miliardi di euro non è stata una scelta facile, secondo Scholz, ma, ha ammesso il ministro,"ci dà le opportunità di cui oggi abbiamo bisogno" per fronteggiare la crisi che avanza di pari passo col virus. Il governo si prepara a varare uno "scudo protettivo" da 600 miliardi di euro, di cui 50 miliardi verranno messi a disposizione di lavoratori autonomi, piccole e piccolissime imprese. Ulteriori 122 miliardi di euro saranno iscritti nel bilancio suppletivo, mentre si prevedono 33,5 miliardi di euro in meno di entrate fiscali.

In discussione la prossima settimana al Bundestag ci saranno anche una serie di indennizzi per gli ospedali coinvolti nella lotta al Covid-19, la modifica delle leggi che disciplinano il fallimento delle piccole e medie imprese, un pacchetto di norme per la tutela sociale per semplificare l’accesso agli aiuti dello Stato per chi perde il lavoro, e l’emissione di "Corona-bonds" per sostenere l’economia reale a livello finanziario. Tra i provvedimenti che verranno votati nei prossimi giorni ci saranno anche misure di sostegno ai lavoratori autonomi e alle imprese con pochissimi dipendenti.

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