Bolivia, si dimette Evo Morales

Il presidente boliviano, Evo Morales, ha annunciato le proprie dimissioni dopo aver lasciato il paese per l'Argentina

Bolivia, si dimette Evo Morales

Il presidente boliviano, Evo Morales, ha annunciato le proprie dimissioni dopo aver lasciato il paese per l'Argentina. Lo riferiscono i media dell'America Latina. "Voglio dirvelo, la lotta non finisce qui. Gli umili, i poveri, i settori sociali continueranno questa lotta per l'uguaglianza e la pace. È importante dire alla gente che è mio dovere come presidente cercare questa pacificazione", ha dichiarato Morales in un video trasmesso da un luogo non identificato.

"Spero che (Carlos) Mesa e (Luis Fernando) Camacho abbiano capito il mio messaggio. Non maltrattare sorelle e fratelli. Non ingannare con le bugie e usare la gente", ha aggiunto. L'aereo presidenziale con a bordo Evo Morales ha lasciato l'aeroporto di El Alto, vicino a La Paz, verso una destinazione non nota. Lo riferiscono i media della Bolivia, secondo cui il presidente starebbe viaggiando verso l'Argentina. Poco dopo il comandante dell'esercito boliviano, generale Williams Carlos Kaliman Romero, ha annunciato che Morales ha accettato di dimettersi. "Il nostro grande desiderio - ha detto Morales in un discorso in tv - è che torni la pace sociale". Dimissionario anche il vice presidente Alvaro Garcia Linera.

Prima di dimettesi, dopo settimane di crescenti proteste che denunciavano brogli e contestavano i risultati delle presidenziali del 20 ottobre, Morales aveva annunciato nuove elezioni. L'organizzazione degli Stati americani (Oas) aveva appena chiesto l'annullamento del primo turno elettorale, al termine di una missione conclusa con un rapporto tecnico che aveva riscontrato diverse "irregolarità". Le Forze armate, in linea con la posizione dell'opposizione, hanno chiesto al presidente di dimettersi subito "per consentire la pacificazione e il mantenimento della stabilità, mentre il procuratore generale ha annunciato che i membri della commissione di controllo elettorale saranno perseguiti per "presunti atti irregolari". L'annuncio di Morales non aveva fermato le proteste ed era stato seguito dalle dimissioni del presidente della Camera, Victor Borda, e del ministro delle Miniere, Cesar Navarro, che hanno deciso di lasciare gli incarichi dopo che le loro case a Potosì sono state attaccate da manifestanti inferociti e nel caso dello speaker, data alle fiamme. Poco dopo si è dimesso anche il il ministro degli Idrocarburi, Luis Alberto Sanchez. La folla aveva bruciato anche la casa di una sorella di Morales, nella città di Oruru e di due governatori della regione omonima e di quella di Chuquisaca.

Poco prima dell'annuncio del presidente, dal Vaticano Papa Francesco aveva invitato a pregare per "l'amata Bolivia", e aveva chiesto che il processo di revisione dei risultati delle presidenziali avesse luogo "in pace" e senza precondizioni.

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