Boris Johnson vince il secondo turno delle primarie

La successione dell'ex ministro al posto di Theresa May sembra quasi certa: ma attenzione alle sorprese

Non è ancora il momento di distribuire certezze, ma Boris Johnson è a qualche passo dalla vittoria che gli consentirebbe di succedere a Theresa May, tanto come leader del Partito conservatore quanto come premier britannico.

La partita è ancora riservata ai parlamentari, ma ieri l'ex sindaco londinese è arrivato davanti a tutti per la seconda volta di fila nella speciale competizione deputata a selezionare il vertice politico dei Tories. A riportarlo, tra gli altri, è stata l'Agi. Era già successo una settimana fa, quando erano emersi risultati senz'appello per tutti gli altri candidati.

L'ex ministro del Lavoro, al secondo turno, ha convinto 126 colleghi di partito. A conquistare gli altri due piazzamenti del podio sono stati Jeremy Hunt e Michael Gove, ma la distanza tra chi ha tagliato il traguardo per primo e gli altri due rimane davvero considerevole. Vale la pena rimarcare in rosso la performance positiva di Rory Stewart, che sta conducendo una campagna elettorale atipica, centrata sul camminare tra le strade britanniche e sul convincere più elettori possibili mediante comizi di piazza. Non è un candidato troppo partitico. Forse, quando verrà chiamata in causa la base militante, Stewart potrà affermare di incarnare l'alternativa più credibile. Prima di allora, però, deve resistere.

Il delfino di David Cameron, in relazione al referendum, ha votato per rimanere all'interno dell'Unione europea. Poi c'è quella sua contrarietà all'hard Brexit, che invece trova i favori dell'uomo che, almeno per ora, non sembra avere rivali di spicco. Ricorderete, infatti, di come Boris Johnson abbia dichiarato, poco prima dell'inizio di questa tornata elettorale, di essere disposto a dare vita all'uscita del Regno Unito dall'Unione europea pure in assenza di una revisione dell'accordo con Bruxelles, entro il prossimo 31 ottobre.

Tutto, comunque, sembra suggerire come Johnson debba solo aspettare l'esito definitivo di questi passaggi, per poi concentrarsi solo sulla base militante del suo partito. Le sorprese, in ogni caso, sono sempre dietro l'angolo. Il 22 luglio, data in cui scopriremo il vincitore, si avvicina.

Commenti

cgf

Mer, 19/06/2019 - 10:45

brexit senza scucire un penny e forse chiederà anche 'my money back' come disse una volta una certa Margaret.