Cina, oltre 20mila turisti "prendono d'assalto" le Montagne Gialle

In Cina nello scorso fine settimana una marea formata da oltre 20mila persone ha preso d'assalto le Montagne Gialle, costringendo i gestori del sito a chiudere i battenti

L'Italia inizi a prendere appunti dalla Cina per evitare di farsi trovare impreparata in vista della fase 3, ovvero quando le famiglie usciranno di casa e torneranno gradualmente alla loro quotidianità.

Il governo ha più volte ripetuto che il ritorno alla normalità sarà lento e graduale. Durante la cosiddetta “convivenza con il virus” dovremo continuare a rispettare alcune norme di sicurezza, fra cui indossare la mascherina protettiva nei luoghi pubblici, evitare assembramenti e lavarsi spesso le mani.

Il problema è che l'allentamento delle misure di distanziamento sociale potrebbe scatenare effetti indesiderati, proprio come accaduto in Cina nell'ultimo fine settimana. Ora che Pechino ha vinto la battaglia contro il Covid-19, il motore economico del Dragone è pronto a ripartire. Per bruciare le tappe e invogliare i cinesi a pompare denari nel settore turistico, uno dei più massacrati dalla crisi economica provocata dal nuovo coronavirus, i funzionari della provincia cinese di Anhui l'hanno combinata grossa.

Che cosa è successo? Le autorità locali hanno disposto l'entrata gratuita a uno dei siti più gettonati della Cina: il percorso escursionistico nei pressi dei Monti Huangshan, sito Unesco dal 1990 nonché meta gettonatissima. Per due giorni, sabato e domenica, è stato azzerato il biglietto d'ingresso, il cui costo, nei giorni “normali”, si aggira intorno ai 25 dollari. Il tentativo dei funzionari era apprezzabile solo che il popolo ha risposto in massa all'iniziativa, creando non pochi problemi ai gestori dello stesso sito.

Il sapore della libertà

Le immagini parlano chiaro. Per festeggiare il “ritorno alla normalità” una marea formata da oltre 20mila persone ha preso d'assalto le Montagne Gialle, costringendo i gestori del sito a chiudere i battenti. Le immagini, diffuse sui social network cinesi, hanno subito fatto il giro del mondo. L'accesso alla funivia era preceduto da un serpentone umano: una folla di persone contenute a malapena dalle transenne dispiegate in una coda interminabile.

Molti turisti avevano la mascherina, altri no. Ma il guaio più grande è che nessuno dei presenti ha rispettato la distanza di sicurezza consigliata. Certo, la curva dei contagi in Cina è ormai prossima ad esaurirsi ma gli esperti predicano prudenza. Il loro timore, infatti, è che possano esplodere nuovi focolai, capaci di riportare il Paese nell'incubo. Da questo punto di vista i turisti che hanno preso d'assalto le Montagne Gialle preoccupano non solo il Dragone ma anche l'Italia e tutti gli altri Paesi.

La sensazione è che convivere con il virus non sarà affatto una passeggiata. Dopo aver passato intere settimane rinchiusi nelle proprie abitazioni, i cittadini non vedono l'ora di tornare a godersi la libertà. Ma, in assenza di un vaccino o un farmaco valido, anche una gita fuori porta in una bella giornata di sole potrebbe trasformarsi in un regalo al Covid-19, pronto a rinascere dalle ceneri.

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Commenti
Ritratto di Opera13

Opera13

Mar, 07/04/2020 - 15:47

Alcuni popoli cercano funghi altri pipistrelli. "L'Italia inizi a prendere appunti dalla Cina " - No Grazie.