Corea del Nord, imminente lancio di un missile balistico

Domenica prossima la Corea del Nord festeggerà il compleanno dell’attuale leader. In cinque anni di dittatura, Kim Jong Un ha ordinato tre test nucleari ed il lancio di trenta missili balistici sperimentali.

Corea del Nord, imminente lancio di un missile balistico

La Corea del Nord ha ultimato i preparativi sul nuovo missile balistico intercontinentale. E’ quanto ha annunciato il leader nordcoreano Kim Jong Un nel discorso audio di fine anno rivolto alla nazione.

“Abbiamo raggiunto la fase finale dello sviluppo del nuovo missile balistico intercontinentale. I nostri scienziati hanno compiuto enormi progressi nella ricerca e nello sviluppo di armi all’avanguardia che rafforzeranno le nostre capacità di difesa”.

Con la tipica retorica anti-occidentale, Kim Jong Un ha puntato il dito contro gli Stati Uniti.

“Il formidabile esercito della Corea del Nord è in grado di annientare qualsiasi nemico decidesse di invaderci. Continueremo a sviluppare le nostre capacità militari per fronteggiare la minaccia dei vassalli degli Stati Uniti. Le nostre capacità preventive sono una risposta alle esercitazioni di guerra che gli Stati Uniti mettono periodicamente in scena nella nostra regione. La posizione politica e militare del socialismo sarà ulteriormente cementata come una fortezza invincibile”.

Quello che sembrerebbe uno dei tanti discorsi celebrativi di Kim Jong Un, ha suscitato particolare attenzione, considerando che domenica prossima, otto gennaio, la Corea del Nord festeggerà il compleanno dell’attuale leader. Pyongyang negli ultimi anni, ha salutato le feste nazionali effettuando test nucleari o lanciando missili balistici. Il Nord ha condotto test nucleari nel 2006, 2009 e nel 2013. Il quarto test nucleare si è svolto lo scorso gennaio, due giorni prima il compleanno di Kim.

Salito al potere nel 2011 dopo la morte del padre, Kim Jong Un ha ridato nuova linfa ai programmi missilistici e nucleari del paese. Nell’anno appena concluso, Pyongyang ha effettuato due test nucleari e lanciato più di trenta missili in via di sviluppo. Nonostante le risoluzioni delle Nazioni Unite, la Corea del Nord continua a sviluppare il processo di standardizzazione delle testate nucleari da imbarcare sui missili strategici.

Nel discorso audio di trenta minuti, infine, nessun riferimento all’insediamento del presidente eletto Donald Trump.

“Non ci sarà alcun cambiamento nella politica nucleare del Nord a meno che Washington non effettui una grande e conciliante prima mossa verso il nostro paese”.

Prima mossa che, con l'avvento di Trump, sembrerebbe improbabile.

L’ultimo test nucleare della Corea del Nord

Lo scorso 8 settembre, la Corea del Nord ha effettuato il suo quinto test nucleare. Il test è avvenuto a margine delle manifestazioni per il 68° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea e pochi giorni dopo il vertice economico del G-20 in Cina. Il Geological Survey degli Stati Uniti ha registrato un evento sismico artificiale di magnitudo 5.3 della scala Richter, a nord-est della città di Sungjibaegam, nei pressi del sito di Punggye-ri, destinato ai test nucleari della Corea del Nord. La resa esplosiva sarebbe stata di 30 kilotoni secondo i russi mentre Seoul stima una potenza di 10 kilotoni. Il terremoto di magnitudo 5.0/5.3 registrato, è comunque il più grande dei quattro eventi sismici associati ai test nucleari della Corea del Nord. Nel 2006 l’onda sismica artificiale registrata era di magnitudo 3.9 della scala Richter. Nel test dello scorso gennaio, il terremoto era di magnitudo 4.8. Il sito di Punggye-ri è distante 116 chilometri dal vulcano sul Monte Baekdu. L’'ultima eruzione del vulcano risale al 1903.

Secondo Pyongyang, il test è stato eseguito in risposta alle crescenti ostilità degli Stati Uniti. L’ultimo test della Corea del Nord si è svolto lo scorso gennaio. In quel frangente, Pyongyang annunciò di aver testato una bomba all’idrogeno. L’analisi dei dati ha poi confermato un test nucleare: una bomba all’idrogeno avrebbe determinato altri valori. I sei kilotoni di resa esplosiva sono sembrati subito non compatibili con una bomba H. Potrebbe essersi trattato anche di un test fallito di una possibile bomba all’idrogeno. La Corea del Nord avrebbe cinque impianti nucleari. Il più noto è quello situato a Yongbyon, presso il Nuclear Scientific Research Center, 60 miglia a nord di Pyongyang. Nell’impianto di Yongbyon, la Corea del Nord effettua il riprocessamento per ottenere il plutonio che utilizzerebbe poi per uso militare. Già nel 2013, Pyongyang aveva annunciato l’intenzione di riavviare i principali impianti, compreso quello di Yongbyon, chiuso precedentemente perché inserito nelle trattative, poi fallite, per il disarmo nucleare. L’ultimo ispettore della Nazioni Unite è stato espulso nel 2009. La Corea del Nord ha ripreso da tempo la sua attività di ritrattamento per sistemi balistici. Pyongyang avrebbe sviluppato due modi per produrre materiale fissile: arricchimento dell'uranio e separazione del plutonio.

Il primo SLBM della Corea del Nord

Il 23 agosto scorso la Corea del Nord ha lanciato con successo un missile balistico da un sottomarino. Il lancio è avvenuto nelle acque al largo della città di Sinpo, che ospita la principale base dei sottomarini del paese, nella provincia meridionale di Hamgyong. Il Comando del Pacifico degli Stati Uniti ha rintracciato il missile sul Mar del Giappone, noto anche come Mare Orientale, a circa 500 km al largo della costa della Corea del Nord. Rispetto ai test precedenti, il missile lanciato dalla costa orientale del paese, conferma i progressi della tecnologia SLBM, Submarine-Launched Ballistic Missile, in via di sviluppo nella Corea del Nord. Il missile è precipitato nella Air Defense Identification Zone del Giappone. Acquisendo una capacità di attacco nucleare, Pyongyang porterebbe la sua minaccia ad un nuovo livello prospettando l’opzione di un intervento ben oltre la penisola coreana ed il potenziale per una ritorsione in caso di un attacco nucleare preventivo ricevuto. Il lancio è avvenuto in risposta alle esercitazione annuali congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, iniziate nella penisola due giorni prima. Si presume possa essersi trattato di un missile KN-11, le cui specifiche sono ancora in parte sconosciute anche se, verosimilmente, dovrebbe essere basato sul vettore sovietico R-27 Zyb. Si ignora, infine, l’impiego del combustibile solido, così come avvenuto per un precedente lancio avvenuto lo scorso aprile. Pyongyang ha testato per la prima volta il KN-11 da una chiatta sommersa nel 2015, mentre i test di espulsione a terra sarebbero iniziati nel 2014. Oltre ai vettori KN-11, la Corea del Nord ha testato i missili balistici a medio raggio Hwasong-10, che si pensa possano essere in grado di colpire Guam, nel Pacifico occidentale.

Il misterioso sottomarino della Corea del Nord

La Corea del Nord ha realizzato diversi sottomarini sperimentali per testare i nuovi sistemi d’arma che si ispirano alla classe Heroj, progetti iugoslavi acquisiti da Pyongyang nel 1970. In realtà, la Corea del Nord possiede un sottomarino in grado di trasportare missili balistici. Si tratterebbe di un vecchio Progetto 629 classe Golf, altamente modificato ed in grado di trasportare sia missili balistici che Scud con una singola testata da un megatone. Sistemi d’arma ormai obsoleti: i tre missili R-13 trasportati, potevano essere lanciati soltanto in superficie ad una distanza massima di 600 km. Gli R-13 furono radiati dall’Unione Sovietica nel 1975. Il Nord ha compiuto enormi progressi nell’ottenimento della tecnologia di espulsione iniziale da una piattaforma in immersione. E’ quindi plausibile ipotizzare che Pyongyang stia sviluppando un sottomarino da almeno tremila tonnellate. I sottomarini classe Sinpo modificati, hanno la capacità di trasportare un solo missile e lanciarlo a 10/15 metri sotto la superficie dell'acqua. E’ una profondità che pone il sottomarino a rischio di rilevazione rispetto alle più grandi piattaforme. Gli Ohio americani, ad esempio, potrebbero lanciare i Trident a 120 metri di profondità. Le specifiche del nuovo presunto sottomarino da tremila tonnellate sono avvolte nel mistero, ma se esistesse sarebbe in grado di trasportare tre missili e rappresenterebbe una reale minaccia. Il dislocamento gli conferirebbe una capacità di lancio posta a 50 metri di profondità. Appare evidente che lo sviluppo della tecnologia di espulsione si sia ormai concluso, mentre potrebbero servire dai due ai tre anni per ottimizzare l’intero ciclo SLBM. Il nuovo sottomarino di 67 metri, infine, è stato rilevato a più riprese nel porto di Sinpo, principale cantiere della Corea del Nord e sede del Maritime Research Institute, responsabile per la ricerca e lo sviluppo della tecnologia navale. L’unità garantisce maggiore autonomia e potenza di fuoco rispetto alla classe standard. Il battello classe Sinpo potrebbe avere un dislocamento di 900-1500 tonnellate, anche se fino a poco tempo si credeva non avesse capacità missilistiche.

I limiti del sistema THAAD

Nel cercare di rendere operativo il suo deterrente nucleare, la Corea del Nord vuole dare prova alla comunità internazionale di possedere una capacità SLBM. Da rilevare che tale tecnologia bypassa il sistema THAAD, che sta per sorgere nella penisola coreana, a causa del suo raggio di intercettazione di 120 °. Un sottomarino, concettualmente, potrebbe lanciare il suo carico da qualsiasi direzione. La città meridionale di Seongju ospiterà il Sistema di Difesa d'Area Terminale ad Alta Quota. Il sistema missilistico sorgerà nella provincia di Gyeongsang, 296 km a sud est di Seul. Il nuovo asset consentirà di difendere due terzi del territorio della Corea del Sud. Il sistema THAAD sorgerà poco distante da un’unità d’artiglieria della Corea del Sud nel villaggio di Seongsan, ad un miglio da Seongju. Il Kinetic Kill del Terminal High Altitude Area Defense o THAAD, è ritenuto in grado di distruggere un missile balistico a medio e corto raggio grazie all’energia cinetica da impatto. Lockheed Martin, conferma un raggio di azione di 200 km ad un'altitudine operativa di 150 km ed una velocità massima di Mach 8.24.

I sistemi THAAD chiuderebbero il cerchio difensivo a protezione dello strato esterno della Corea del Sud, integrandosi ai sistemi Aegis e Patriot già attivi. I lavori sul sito sono già iniziati. Il sistema THAAD sarà operativo entro la fine dell'anno.

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