Coronavirus, si aggrava il bilancio delle vittime. Isolati operai di iPhone

I morti salgono a 563, mentre i contagiati sono quasi 30mila. Messi in quarantena gli operai del più grande impianto di produzione di iPhone, nella Cina centrale

Coronavirus, si aggrava il bilancio delle vittime. Isolati operai di iPhone

Continua a salire il bilancio delle vittime da coronavirus. Le autorità cinesi hanno reso noto un aggiornamento sul numero dei morti e dei contagiati dall'epidemia: si contano 563 vittime e 28.028 persone contagiate. La Commissione nazionale per la sanità ha riferito anche che, nel giro di 24 ore, sono morte 73 persone. L'Organizzazione mondiale della sanità ha spiegato che il virus si è ormai diffuso in almeno una ventina di Paesi in tutto il mondo e, per questo, è stata dichiarata l'emergenza globale.

In Giappone, migliaia di turisti sono stati messi in quarantena su una nave da crociera, dopo la notizia di una persona a bordo che ha contratto il virus. Altri 10 passeggeri della Diamond Princess, ancorata nel porto di Yokohama, sono risultati positivi al test sul coronavirus. In Corea del Sud, invece, sono stati confermati altri 4 nuovi casi di infezione: il totale dei contagiati nel Paese sale così a 23 persone. Sembra che uno dei soggetti infetti fosse inizialmente risultato negativo al test per coronavirus. Le autorità coreane hanno effettuato controlli su 885 soggetti a rischio e 169 di questi sono state messe in quarantena, ma altre 1.234 persone, venute in contatto con soggetti infetti, si sarebbero auto-isolate in casa. Il governo ha messo in atto misure straordinarie, vietando l'ingresso in Corea del Sud alle persone provenienti dalla provincia cinese di Hubei, epicentro dell'epidemia, e riducendo i collegamenti navali e aeri con la Cina. Ma, la stampa si scaglia contro il governo: Seul, infatti, avrebbe agito troppo tardi, in risposta al richio di epidemia.

Intanto, il gigante taiwanese dell'elettronica e principale fornitore di Apple, Foxconn, ha deciso di mettere in quarantena i lavoratori del più grande impianto di produzione di iPhone, nella Cina centrale. Foxconn aveva già prolungato le vacanze del Capodanno per gli operai dello stabilimento di Zhengzhou, soprannominato iPhon city, per cercare di evitare la diffusione dell'epidemia. Ma ora, il gruppo taiwanese ha deciso di sottoporre i suoi dipendenti ad un periodo di isolamento, dai 7 ai 14 giorni, al rientro dalle vacanze, che dobrebbero terminare il 10 febbraio. L'isolamento è previsto per tutti gli operai, indipendentemente dal paese di origine. Non si sa quante persone saranno interessate dalla misura, ma Foxconn rappresenta il maggior datore di lavoro del settore privato in Cina e le persone che vi lavorano sono più di un milione, sparse in 30 stabilimenti.

Le autorità cinesi avevano imposto alle aziende di prolungare le vacanze di Capodanno almeno fino al 9 febbraio, per cercare di contenere l'epidemia. Numerose ditte tecnologiche dipendono proprio da Foxconn, il più grande assemblatore di elettronica del mondo. Il gruppo taiwanese ha rassicurato i propri clienti, ricordando di aver già affrontato un'epidemia simile nel 2003, quando si diffuse la Sars.

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