Cina, le vittime salgono a 361: assedio ai centri di emergenza

Le persone contagiate dal coronavirus sono 17.205. Messa in quarantena anche la città di Wenzhou, a 800 km dall’epicentro dell’epidemia

Nonostante il grande sforzo sanitario messo in campo dalle autorità cinesi, con decine di città e milioni di persone messe in quarantena, il bilancio delle vittime e dei contagiati a causa del coronavirus continua drammaticamente a salire: i morti sono 361 mentre le persone che hanno contratto l’infezione sono 17.205. La provincia di Hubei, focolaio dell'epidemia, ha riportato 2.103 nuovi casi e 56 nuovi decessi nella sola giornata di ieri. Numeri ufficiali molto pesanti.

Il governo provinciale ha riferito che i risultati dei test per il nuovo coronavirus possono essere ottenuti in appena due ore. Un elemento importante per individuare i casi e mettere in quarantena chi è contagiato, così da evitare l’espandersi dell’epidemia. L'esperto di malattie respiratorie, Zhong Nanshan, ha spiegato che è possibile che nCoV2019 potesse essere trasmesso tramite vomito o feci: "Dovremmo attribuire grande importanza alla questione, poiché il virus è stato scoperto nelle feci".

Nel frattempo, la Commissione sanitaria nazionale cinese ha fatto sapere che 1.200 medici e infermieri di unità di terapia intensiva di dieci province e comuni sono arrivati ieri a Wuhan per dare supporto alla comunità locale. Huanggang, una città vicina a Wuhan che registra il secondo numero più alto di casi di infezione nella regione di Hubei, sta rafforzando le misure di controllo: tra queste vi è la chiusura dei locali commerciali per prevenire gli assembramenti pubblici.

Ma vi è un’altra notizia che non lascia tranquilli. Dopo Wuhan, considerata l'epicentro dell'epidemia da Coronavirus 2019-nCoV, un'altra città in Cina ha deciso di mettere in quarantena i propri cittadini per evitare il rischio di ulteriori casi di infezione. È Wenzhou, grande centro urbano di oltre 9 milioni di persone situata nella parte sud-orientale della provincia cinese dello Zhejiang, una delle aree più ricche del Paese, a circa 800 chilometri proprio da Wuhan.

Secondo gli esperti, con i suoi 241 casi di polmonite già accertati, la città potrebbe essere uno dei nuovi fronti dell'emergenza da Coronavirus. Come se non bastasse, ad alimentare il clima di tensione vi è la sciopero minacciato per domani ad Hong Kong di migliaia di operatori sanitari. Questi ultimi chiedono al governo, che già da giorni ha interrotto voli e collegamenti ferroviari e di autobus con la terraferma, di chiudere completamente il confine con la Cina per tentare di porre un argine all’espandersi dell’epidemia.

Il coronavirus sta creando enormi problemi anche da un punto di vista economico e finanziario in Asia. Questa mattina, la Borsa di Shanghai ha chiuso in calo del 7,72%, ai minimi dal 2015, dopo essere arrivata a perdere fino all'8,7%, alla ripresa delle contrattazioni dopo la pausa per le festività del capodanno lunare in Cina. Un durissimo colpo che arriva nonostante la maxi-iniezione di liquidità annunciata dalla Pboc per sostenere la liquidità del sistema finanziario. La Borsa di Tokyo ha perso L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo arretra dell'1,01% a 22.971,94 punti.

Intorno alle 10 arriverà a Pratica di Mare l'aereo con gli italiani bloccati a Wuhan per la quarantena decisa per contenere l'epidemia del nuovo coronavirus. Il volo è partito in piena notte, con un po' di ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale. I connazionali a bordo del Boeing 767 dell'aeronautica militare dovevano essere 57 ma la febbre ha impedito l'imbarco ad un ragazzo di 20 anni. Il giovane è stato fermato prima di arrivare alla scaletta dell'aereo. I medici militari hanno verificato solo lo stato influenzale, perciò ancora non si sa se il ragazzo sia stato contagiato dal coronavirus.

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Commenti

gjallahorn

Lun, 03/02/2020 - 10:24

La tragedia si manifesta in tutta la sua portata. Difficile assistere tutti i 14.000 contagiati, il problema dello smaltimento in sicurezza di deiezioni non è secondario, poiché molti malati dovranno essere assistiti dai soli familiari, inidonei all' applicazione di protocolli igienici per evitare infezioni. L' isolamento imposto dal regime, inoltre inciderà molto sulla struttura sociale, commerciale e industriale oltre i 14 giorni previsti per la quarantena, almeno fino all' avvio di una cura certa e disponibile per milioni di potenziali pazienti. UNA VERA TRAGEDIA!!

Slomb

Lun, 03/02/2020 - 11:34

361 decessi su una popolazione di quasi 2 miliardi di persone ... da morire dal ridere, letteralmente da morire dal ridere. Un vero armageddon! Ma finitela, vah!

jaguar

Lun, 03/02/2020 - 11:56

Ma chi si fida di questi numeri divulgati dal regime cinese?

Slomb

Lun, 03/02/2020 - 13:35

E chi si fida dei dati divulgati dal regime italiano ...