In Danimarca si insegneranno i valori occidentali ai figli degli immigrati

Per favorire l'integrazione, il governo di Copenaghen ha istituito corsi scolastici obbligatori in cui ai bambini stranieri verranno insegnati i valori occidentali e le principali festività tradizionali danesi incluso il Natale

In Danimarca si insegneranno i valori occidentali ai figli degli immigrati

La Danimarca continua la sua battaglia contro l'isolamento sociale degli immigrati e lo fa partendo dai bambini. Il governo danese ha infatti annunciato ieri delle nuove misure per favorire l'integrazione all'interno dei cosiddetti "ghetti", termine con cui lo Stato scandinavo - unico Paese del mondo a usarlo ufficialmente - definisce i quartieri ad alta presenza di immigrati. Le misure prevedono corsi scolastici obbligatori sui valori fondanti della società occidentale, come democrazia e uguaglianza, e sulle principali tradizioni danesi, tra cui le festività cristiane del Natale e della Pasqua. Una notizia che segue di una settimana le dichiarazioni del ministro per l'Integrazione Inger Stojberg, che sulle pagine del tabloid Bt aveva mosso critiche riguardo alle implicazioni che il digiuno rituale del Ramadan avrebbe sull'economia danese e sulla sicurezza dei cittadini.

I bambini provenienti dai ghetti saranno dunque obbligati, a partire dall'età di un anno, a frequentare lezioni da 25 ore settimanali in cui, dopo che avranno appreso la lingua danese, verranno educati ai valori costituzionali dello Stato e alla conoscenza della cultura nazionale includendo anche le ricorrenze cristiane, che saranno insegnate a prescindere dall'appartenenza religiosa dell'alunno. Secondo il governo, inoltre, un'eventuale rifiuto alla frequentazione dei corsi da parte dei genitori potrebbe portare la famiglia a perdere qualunque forma di assegno familiare, l'unico modo per evitarli sarebbe quello di sfruttare la possibilità concessa dalla legislazione danese di educare i figli da casa.

La nuova legge, che mira a superare le problematiche culturali causate dei recenti flussi migratori, è stata votata a larga maggioranza dal parlamento danese, dopo l'accordo raggiunto tra il governo conservatore di Lars Løkke Rasmussen e l'opposizione guidata dalla sinistra dei socialdemocratici. La decisione rientra appieno nell'atteggiamento intransigente che la Danimarca sta avendo in questi anni nei confronti dell'immigrazione, caratterizzato da interventi che hanno fatto più di una volta discutere, come la legge del 2016 che permette di requisire i beni degli immigrati per compensare le spese sull'accoglienza. Secondo la rete televisiva TV2 l'introduzione dei corsi, che avverrà a partire dal 1° luglio 2019 con i primi 500 bambini, verrà a costare all'anno la cifra di 94 milioni di corone.

Riportando i dati del ministero per la Casa, si calcola che in Danimarca la percentuale degli immigrati non europei presenti nei ghetti - prevalentemente provenienti dai Paesi islamici del Medio Oriente - arrivi al 66,5 per cento, mentre la percentuale totale di immigrati non europei su tutta la popolazione danese è dell'8,7 per cento.

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