Dem cancellano parola "Dio" dal giuramento da pronunciare alla Camera

Le modifiche propugnate dai liberal hanno subito scatenato la dura reazione dei repubblicani, i quali hanno accusato i “progressisti” di volere “relegare nell’oblio tradizioni secolari in nome di squallidi preconcetti ideologici”

Dem cancellano parola "Dio" dal giuramento da pronunciare alla Camera

Non si placano le polemiche negli Stati Uniti in seguito all’iniziativa dei deputati democratici diretta a cancellare la parola “Dio” dalla formula dei giuramenti da recitare all’interno della Camera dei rappresentanti.

Secondo i media Usa, i membri liberal di tale ramo del Congresso avrebbero decretato di recente, dietro sollecitazione della sinistra” del partito, una “radicale” modifica del regolamento interno dell’assemblea. In base alla riforma approvata dalla maggioranza dem alla Camera, il giuramento pronunciato dai soggetti chiamati a testimoniare davanti alle Commissioni di quest’ultima sarà da oggi in poi “privo di riferimenti religiosi”. Gli individui invitati a comparire davanti all’assemblea in questione non dovranno infatti più dire, alla fine della formula, “Che Dio mi aiuti!”.

Un’altra delle recenti modifiche al regolamento interno della Camera consiste nell’eliminazione, sia da tale giuramento sia dagli atti ufficiali dell’istituzione legislativa, dei “pronomi lui e lei”. La maggioranza liberal ha infatti vietato l’utilizzo di termini con “forti connotazioni sessuali” e ha disposto la loro sostituzione con espressioni “neutrali sul piano dell’identità di genere”.

Le innovazioni sostenute dai dem, a detta dei cronisti parlamentari Usa, dovrebbero entrare in vigore “tra pochi giorni”. Tali riforme hanno subito scatenato la dura reazione dei repubblicani, i quali hanno accusato i “progressisti” di volere “relegare nell’oblio tradizioni secolari in nome di squallidi preconcetti ideologici”. Ad esempio, la deputata conservatrice Liz Cheney ha additato le modifiche in questione come la dimostrazione del progressivo spostamento dei democratici verso il “socialismo radicale”. Costei ha quindi tuonato: “Eliminare la parola ‘Dio’ dal giuramento che viene pronunciato all’interno della Camera dei rappresentanti è un atto lesivo di una tradizione antichissima e dell’identità cristiana della nazione. Il Partito democratico, approvando la cancellazione dei riferimenti religiosi, ha attuato una politica tipica degli Stati comunisti e anticristiani, dimostrando di essere ormai divenuto il ‘partito di Karl Marx’.”

Commenti