Draghi ringrazia Trudeau: scuse per l'oscuro segreto degli italiani in Canada

Il presidente del Consiglio, durante il bilaterale al G7, ha ringraziato il premier canadese per le scuse sugli "enemy aliens", gli internati italiani nei campi di prigionia nordamericani

Draghi ringrazia Trudeau: scuse per l'oscuro segreto degli italiani in Canada

Mario Draghi ha ringraziato il premier canadese Justin Trudeau per le sue parole di scuse per gli internati italiani e italo-canadesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Un gesto di cortesia istituzionale che segna la chiusura di un cerchio iniziato con le parole di Trudeau davanti al parlamento del suo Paese in cui per la prima volta un capo di governo ha denunciato e chiesto pubblicamente scusa per un episodio caduto nell'oblio ma che ancora brucia nella memoria dei discendenti italo-canadesi.

Le scuse fanno riferimento ai cosiddetti "enemy aliens", i "nemici stranieri", persone di origine italiana che durante la guerra vennero internate in campi di prigionia, incarcerate o costrette a continui controlli di polizia semplicemente perché il Canada era in guerra con l'Italia. Nessun giusto processo, nessuna accusa formale. Alcuni vennero presi e imprigionati subito dopo la dichiarazione di guerra e inviati in un campo. Per queste condanne umilianti non serviva né essere simpatizzanti fascisti né essere in qualche modo legati al proprio Paese d'origine: bastava semplicemente avere un'origine italiana.

Nei campi canadesi finirono 600 italiani. Uomini che fino a quel momento erano perfettamente integrati nel tessuto sociale canadese e che di punto in bianco si trovarono nei campi dell'Ontario, della Columbia Britannica o dell'Alberta. 31mila invece furono quelli definiti come "nemici alieni" e schedati dalla polizia, costretti a recarsi una volta al mese nel commissariato per i controlli. Addirittura, ricorda AdnKronos, alcuni di essi avevano figli arruolati nelle forze armate canadesi proprio contro lo stesso Regno d'Italia. E dal momento che gli arrestati erano tutti uomini, le mogli si ritrovarono sole e senza sostentamento, con i concittadini che spesso boicottavano le piccole aziende o i negozi condotti dagli italiani.

Un errore che Trudeau ha ammesso formalmente alla Camera dopo decenni di quasi-oblio e a cui oggi Draghi ha voluto rispondere personalmente dopo che a ringraziare per primo era stato il sottosegretario Benedetto Della Vedova. Prima di Trudeau, nessuno aveva chiesto scusa in un consesso politico. Nel 1990, l'ex primo ministro Brian Mulroney porse pubblicamente le sue scuse durante un congresso nazionale degli italocanadesi, ma nessuno lo aveva fatto in parlamento. Un gesto che richiude una ferita mai del tutto guarita.