E Cuba è già America: Paris, Campbell e Moss "sfilano" all'Hotel Hilton

Mentre a Washington ripartono i negoziati tra Stati Uniti e Cuba per la normalizzazione dei rapporti, tre angeli fanno sognare l'Avana

E Cuba è già America: Paris, Campbell e Moss "sfilano" all'Hotel Hilton

Mentre a Washington ripartono i negoziati tra Stati Uniti e Cuba per la normalizzazione dei rapporti, Paris Hilton è in visita all’Avana. L’ereditiera americana ha pubblicato su Instagram una foto che la ritrae nella città vecchia, 54 anni dopo la nazionalizzazione dell'Hotel Hilton appena aperto dal bisnonno Conrad nella capitale cubana. Paris è a Cuba con le modelle Kate Moss e Naomi Campbell (entrambe viaggiano con passaporto britannico) per l’International Havana Cigar Festival.

Naomi Campbell

L’Hilton dell’Avana aprì nel 1958, con Conrad presente, ma solo un anno più tardi, dopo aver rovesciato il regime di Fulgencio Batista, Fidel Castro lo sequestrò stabilendo al suo interno il suo quartier generale. L’albergo venne nazionalizzato nel 1960 ed è attualmente battezzato Habana Libre. Il round di negoziati a Washington è il secondo tra Stati Uniti e Cuba e l’obiettivo dichiarato degli Stati Uniti è di arrivare alla riapertura dell’ambasciata americana nella capitale cubana in tempo per il vertice delle America di aprile a cui dovrebbero partecipare sia Barack Obama sia Raul Castro. La delegazione cubana mette i bastoni tra le ruote: vuole ottenere prima la rimozione dalla lista degli sponsor di terrorismo - L’Avana è stata inserita nel 1982 per il suo presunto appoggio ai separatisti baschi dell’Eta e alle Farc in Colombia - che impedisce la possibilità di transazioni con le banche Usa e altre attività di base necessarie per aprire una sede diplomatica a Washington.

Due donne hanno condotto il negoziato al Dipartimento di Stato: per gli Usa la assistente segretario di Stato per l’America Latina Roberta Jacobson, mentre Josefina Vidal ha rappresentato la parte cubana. Il segretario di Stato John Kerry ha affrontato lo stato della trattativa in una conferenza stampa con la presiedente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf.

"Riapertura delle ambasciate e lista dei terroristi sono questioni separate - ha detto - la prima è un negoziato, l’altra è una valutazione politica fatta su requisiti fissati dal Congresso. Non possono essere affrontate contestualmente".

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