Epstein, nuove accuse: "15enne cercò di fuggire dalla sua isola a nuoto"

Spuntano nuove accuse sul caso Epstein. Gli investigatori hanno trovato le prove di centinaia di abusi sessuali su minorenni. La storia di una 15enne "intrappolata" sull'isola

Continuano le indagini su Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense accusato di abusi sessuali e traffico internazionale di bambini, arrestato e morto suicida in cella nell'agosto dello scorso anno. E ora spuntano nuove accuse che sono contenute in un rapporto stilato dal procuratore generale delle Isole Vergini, Denise N. George, che ha allargato le dimensioni del traffico sessuale che aveva portato all'arresto di Epstein. Gli investigatori hanno trovato le prove di centinaia di abusi sessuali su ragazze minorenni, anche di 11 e 12 anni, i cui nomi erano stati inseriti in un database.

Le violenze sulle giovanissime sarebbero avvenute tra il 2001 e il 2018 nelle due isole caraibiche di proprietà del finanziere, Little Saint James e Great Saint James. Un paradiso privato nelle isole Vergini dove regnava il silenzio più assoluto: pare che Epstein pagasse mace d'oro per tacere sugli abusi e chi lavorava per lui doveva essere un fantasma. "Arrivava con il suo jet privato e insieme a lui c'erano sempre delle ragazzine, erano giovanissime, penso non avessero più di 16 anni. Poi prendeva l'elicottero per andare a Little St. James. Qui lo vedevamo circa due volte al mese", aveva raccontato un dipendente dell'aeroporto di St. Thomas. Secondo l'accusa, il finanziere statunitense si sarebbe avvalso anche di un database per registrare tutti i movimenti e le disponibilità delle ragazzine.

E tra le storie che si intrecciano sul caso Epstein, ora spunta anche la vicenda di una 15enne. La giovane sarebbe rimasta intrappolata sull'isola e costretta a subire abusi sessuali. La ragazzina cercò di fuggire a nuoto, ma gli uomini della sicurezza di Jeffrey Epstein riuscirono a riprenderla e le sequestrarono subito il passaporto per evitare che si allontanasse di nuovo.

Come ricorda il Corriere, il procedimento nelle Isole Vergini mira a confiscare il patrimonio di Epstein nell'arcipelago dei Caraibi. "La denuncia parla da sola e delinea le accuse di tratta di esseri umani, abusi sessuali e lavoro forzato di giovani donne e bambine di 13 anni", ha spiegato il procuratore generale George. Gli inquirenti inoltre ritengono che anche dopo il presunto suicidio di Epstein, i suoi collaboratori "hanno continuato a cospirare per impedire il rilevamento degli illeciti criminali dell'Epstein Enterprise e per prevenire le responsabilità". Accuse sempre negate dai gestori delle proprietà del finanziere che hanno assicurato che tutto "viene amministrato in conformità con le leggi delle Isole Vergini americane", negando anche l'ipotesi di un accordo con le vittime per farle tacere in cambio di un risarcimento.

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