Ennesimo inchino all'Islam: censurato pure il David

A Dubai, della copia del David di Michelangelo, simbolo del Rinascimento italiano, si vede solo la testa. Censurate le parti intime per non infastidire gli Emirati? Rampello smentisce

Ennesimo inchino all'Islam: censurato pure il David

Scoppia il caso del David di Michelangelo "censurato" a Dubai. Come si legge sul sito web di Italy Expo 2020, sono tante le sfide presentate dalla ri-produzione del David di Michelangelo, un progetto promosso dal Commissariato per la partecipazione dell’Italia a Expo 2020 Dubai, dal Museo della Galleria dell’Accademia di Firenze e dal Ministero della Cultura in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Firenze. E proprio ieri, a Dubai, ha aperto con grande partecipazione di pubbico da tutto il mondo il Padiglione Italia, primo evento globale dopo la fase più acuta della pandemia con la cerimonia inaugurale alla presenza dei rappresentanti delle Regioni, del mondo dell’impresa, dell’accademia e della cultura di tutto il Paese. Tutto molto bello e partecipato, ma c'è un però grande come una casa: della celebre opera di Michelangelo si può ammirare solo...la testa.

Il David di Michelangelo "censurato" a Dubai

Come riporta La Repubblica, infatti, è come se il David se fosse stato "decapitato". "La testa - osserva La Repubblica - spunta da un buco nel pavimento al piano superiore del padiglione, all'interno di una sala circolare tappezzata di mosaici che richiamano l'arte bizantina di Galla Placidia. Il corpo scende in basso, all'interno di questo buco ottagonale: dall'alto non ci si può sporgere per vedere cosa ci sta giù. Il resto del David non è visibile agli spettatori normali. Ma nel salone riservato al piano terra accedono solo autorità e funzionari vari. Quel che rimane dell'arte di Michelangelo è chiuso all'interno". Motivo? Com'è facilmente intuibile, la statua, che riproduce uno dei grandi capolavori del Rinascimento italiano, ha creato un certo imbarazzo negli Emirati per le sue "nudità" e gli organizzatori hanno probabilmente dovuto correre ai ripari e censurare le "parti intime" del David, non esponendole al pubblico. Tesi confermata da un italiano che ha lavorato al progetto e che ha parlato con La Repubblica: "Avevamo pensato perfino di mettergli le mutande, di cambiare statua, ma ormai era tardi: abbiamo capito tardi che era stato un errore portare una statua di un uomo nudo negli Emirati".

Sgarbi duro: "Arte italiana mortificata, un vero e proprio schifo"

Vittorio Sgarbi, che come di consueto non le manda certo a dire, stronca apertamente la decisione di "oscurare" le parti intime del David. Come osserva Sgarbi, infatti, interpellato dall'agenzia AdnKronos, "si tratta di un tema bilbico, non è un tema pagano. Pertanto, cancellare una parte del David di Michelangelo al Padiglione Italia dell'Expo di Dubai è proprio piegare la testa alla religione e alla loro cultura". Grottesco e ridicolo, aggiunge Sgarbi, "questo è un tema vero su cui pronunciarsi. Non certo quello della Spigolatrice di Sapri, che è una donna e fa parte della scultura italiana, in cui ci sono i nudi, c'è Canova, c'è Botticelli, e non c'è nulla da dire". L'Italia, prosegue il celebre critico d'arte, "oscura il David di Michelangelo a Dubai in ossequio alla tradizione islamica: un'umiliazione inaudita, inaccettabile, intollerabile. Lo Stato italiano umiliato e l'arte italiana mortificata. Un vero e proprio schifo".

Rampello protesta: "Nessuna censura"

Vi ricordate la figuraccia internazionale per le statue coperte dei Musei capitolini del 2016? Ebbene, ancora una volta, per non offendere gli islamici - in quel caso la delegazione iraniana in Italia - si censura la bellezza nel suo significato più alto, addirittura un capolavoro senza tempo come il David di Michelangelo, simbolo del Rinascimento e, probabilmente, l'oggetto artistico più bello mai creato dall'uomo. Ancora una volta, dunque, si china il capo dinanzi all'Islam e ai suoi dogmi più oscurantisti. Una decisione, quella di censurare il David, che inevitabilmente finirà per scatenare il dibattito: è giusto rinunciare alla propria arte ed identità così? Sul tema interviene il direttore artistico del Padiglione, Davide Rampello, interpellato dall'agenzia LaPresse: "Quando abbiamo installato la statua del David al Padiglione gli arabi sono venuti e mi hanno fatto un'intervista. Hanno sollevato subito il tema della nudità, ma gli ho spiegato che quando si guarda a un capolavoro la nudità non c'entra. Non si vede la nudità, si vede un capolavoro. Loro non hanno detto niente. È un'osservazione superflua che non c'entra niente con il lavoro". Nessuna censura, spiega sempre Rampello al Corriere della Sera: "Il David non è visto come sempre accade dal basso verso l’alto, ma accoglie i visitatori guardandoli in faccia. Di solito nessuno può guardarlo negli occhi. Non ci sono state censure da parte del governo".

Il Padiglione Italia a Dubai

Per il resto, c'è grande entusiasmo per il Padiglione italiano a Expo 2020 Dubai dove l'Italia promuove, con 70 partner istituzionali, oltre 50 aziende sponsor, partner tecnici, 15 Regioni e 30 Università aderenti, nonché un vasto programma di forum multilaterali e dialoghi di alto livello che permetteranno di analizzare le sfide più pressanti dell’umanità, indicando soluzioni per generare crescita, innovazione e collaborazione internazionale. Dal clima allo spazio, dallo sviluppo urbano alla promozione del dialogo interculturale, fino alle sfide dell’innovazione e della digitalizzazione nella salute, nell'agricoltura e nella blue economy, il Programma dei forum multilaterali riunirà attorno a questi temi cruciali policy-maker di alto livello, esperti internazionali, giovani studenti, rappresentati del mondo business per evidenziare il contributo dell’Italia allo sviluppo di nuovi modelli collaborativi sui grandi temi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

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