Extinction Rebellion, ecco chi finanzia gli eco-attivisti

Christopher Hohn, uno degli uomini più ricchi del Regno Unito, ma anche i Radiohead e il figlio Vivienne Westwood: ecco chi finanzia gli attivisti eco-chic

Extinction Rebellion, ecco chi finanzia gli eco-attivisti

Extinction Rebellion è il movimento ambientalista radicale vicino ai centri sociali nato in Inghilterra nel novembre del 2018, organizzazione che ha indetto una settimana di protesta in tutto il mondo per sensibilizzare l'opinione pubblica sui cambiamenti climatici. Con il risultato che, nei giorni scorsi, da Sydney a Berlino, da Londra ad Madrid, decine di attivisti sono già stati arrestati in tutto il mondo. A Sydney, in Australia, avevano bloccato una strada, ma ci sono state proteste anche a Melbourne e Brisbane. A Wellington, in Nuova Zelanda, è stato assediato un edificio governativo. In Australia, una cinquantina di persone sono state fermate perché avevano innalzato una tenda in una strada.

Ad Amsterdam, la mobilitazione è stata organizzata sulla strada accanto a Rijksmuseum, il museo nazionale olandese. A Parigi, un migliaio di attivisti, sostenuti dal movimento dei gilet gialli, ha occupato uno shopping center. A Londra gli ecoattivisti hanno occupato la sede della Bbc. Per questa settimana di scioperi contro i cambiamenti climatici, Extinction Rebellion si pone l'obiettivo di bloccare strade, ponti, collegamenti dei trasporti e altro" e interrompere il tran tran quotidiano per chiedere un'azione immediata e concreta contro i cambiamenti climatici. Creando soltanto innumerevoli disagi per tutti i cittadini che lavorano. Ma chi finanzia questo movimento eco-chic protagonista di azioni tutt'altro che pacifiche? Come riporta Dagospia, Sir Christopher Hohn, uno degli uomini più ricchi del Regno Unito, ha donato 50.000 sterline al gruppo ambientalista e non lo nasconde: "Sono un finanziatore personale di Extinction Rebellion. Di recente ho dato loro 50.000 sterline perché l'umanità sta distruggendo in modo aggressivo il mondo. C'è un urgente bisogno che tutti noi ci svegliamo di fronte ai cambiamenti climatici".

Pare inoltre che l'associazione benefica da lui co-fondata, la Children's Investment Fund Foundation (Ciff), abbia donato ulteriori 150.000 sterline. Peccato che, alla faccia della coerenza, il suo hedge fund, il Children's Investment Fund, fosse proprietario di una quota del due percento di Coal India, una società statale con sede a Calcutta che ha estratto dal sottosuolo oltre 400 milioni di tonnellate di carbone nel 2014, l'anno in cui le quote sono state vendute. Ora vuole forse mettersi in pace la coscienza? Tra i finanziatori del movimento ultra-ambientalista troviamo poi il gruppo rock Radiohead, che ha già donato 250.000 sterline e Joe Corré, fondatore della società di lingerie Agent Provocateur e figlio di Vivienne Westwood, che ha donato altre 50.000 sterline. 330.000 sterline sono arrivate anche dal'organizzazione statunitense Climate Emergency Fund, finanziata principalmente da Aileen Getty, 62 anni, nipote di Paul Getty. Di verde, dunque, sembra esserci soltanto il colore dei soldi. Nel frattempo gli attivisti Extinction Rebellion si sono resti protagonisti di altre azioni violente in tutto il mondo. Secondo quanto riporta l'agenzia LaPresse, sono 135 gli ecoattivisti arrestati a Londra, che si aggiungono alle altre decine arrestate e fermate in decine di città del mondo. L'epicentro delle passate azioni dell'organizzazione è stato proprio la capitale britannica, luogo di nascita del movimento che chiede ai governi di agire urgentemente contro il cambiamento climatico. Un piccolo gruppo di dimostranti ha eretto un finto missile nucleare fuori dal palazzo del ministero della Difesa, creando anche altre strutture sul ponte di Westminster. E per completare il quadro, alle proteste di Extinction Rebellion ha aderito anche Carola Rackete, la capitana della Sea Watch.

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