"Filiali Nato come caffetterie...". L'affondo di Capuozzo sull'Ucraina

Il giornalista cerca di analizzare i vari elementi che hanno contrinuito a creare tensione

"Filiali Nato come caffetterie...". L'affondo di Capuozzo sull'Ucraina

Anche il giornalista Toni Capuozzo ha voluto dire la sua sua per quanto concerne la situazione che si è venuta a sviluppare nelle ultime ore in Ucraina.

Secondo lo scrittore, che parla di "invasione di Putin", il presidente della Federazione Russa starebbe agendo sulla base della consapevolezza del non intervento di Stati Uniti e Nato, senza curarsi della minaccia delle sanzioni al suo Paese. Gli obiettivi dichiarati delle operazioni militari, non finalizzate ad un'invasione, sono essenzialmente due, ovvero la demilitarizzazione e la denazificazione dell'Ucraina. Il che significa, secondo Capuozzo, "distruggere l'apparato militare e destituire la dirigenza politica ucraina, magari sostituendola con uomini ucraini di fiducia". Un processo che richiederà comunque del tempo. Un tempo al momento non ben precisato. Putin, dal canto suo, minaccia ritorsioni nei confronti di chiunque decida di intromettersi, ma il giornalista resta convinto del fatto che ciò non accadrà. "Resterà un conflitto locale, che cambia il mondo, e spoglia i sogni di quieta globalizzazione, di allegro e indolore contagio della democrazia", spiega Capuozzo senza giri di parole.

Dopotutto è bene chiedersi se sia stato saggio decidere di"aprire filiali Nato come caffetterie" anche nei territori dell'ex Unione Sovietica, e se "l'Ucraina ha giocato la carta giusta, scegliendo di non essere neutra e rassicurante parte terza". Con gli Stati Uniti e l'Unione Europea al palo, arrivano anche delle immediate conseguenze di carattere economico, dato che "il barile di petrolio ha superato i 100 dollari, oggi"."Fa male al cuore vedere quel che succede", commenta il giornalista, "ma anche il portafoglio duole un po'".

In un post più recente, Capuozzo sottolinea ancora una volta che ad aver concorso a creare la situazione in essere sono non solo la politica di potenza di Putin, ma anche l'espansione eccessiva della Nato e l'abbandono della neutralità da parte della stessa Ucraina. "Il premier ucraino si è fatto spingere nella sfida senza valutare che forse per l'Ucraina libera era meglio essere una terra di nessuno, o dei soli ucraini. Scambi e commerci piuttosto che missili". In mezzo a questa situazione di tensione resta la parte più vulnerabile, vale a dire i civili. Ecco perché è meglio augurarsi che le operazioni della Russia si concludano al più presto. "Protrarre la resistenza vuol dire essere spettatori di una lunga agonia o intervenire", precisa Capuozzo."Chi è disposto a morire per Kiev alzi la mano. Oppure c'è da sperare che si ripeta la Georgia del 2008. La Russia si tiene Mariupol e forse Odessa, e molla l'osso. L'Ucraina resta in libertà vigilata", aggiunge il giornalista, "la cosiddetta finlandizzazione, cioè la sovranità su trasporti, sanità eccetera, non sulle alleanze politico militari".

Altro elemento certo è lo schiaffo ricevuto da Biden, anche se pure l'Unione europea non ne esce rafforzata, dato che le sanzioni applicate alla

Russia"faranno male a sanzionati ma anche a sanzionanti". "I grandi se la cavano sempre", conclude Capuozzo, "i civili no, che parlino russo o ucraino, o yiddish, come gli ultimi ebrei di Odessa".

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