Filippine, arrestato un altro jihadista straniero. Massima allerta in tutto il Paese

Le forze di sicurezza filippine hanno arrestato Mohammed Shaabab Adbdelaziz, un cittadino egiziano sospettato di avere legami con lo Stato Islamico. È il quarto straniero fermato nelle ultime settimane

Filippine, arrestato un altro jihadista straniero. Massima allerta in tutto il Paese

Le forze di sicurezza filippine hanno arrestato Mohammed Shaabab Adbdelaziz, un cittadino egiziano sospettato di avere legami con lo Stato Islamico. Il fermo è avvenuto domenica scorsa a bordo di una nave passeggeri diretta a Basilan, roccaforte di Abu Sayyaf, uno dei gruppi locali che ha giurato fedeltà all'Isis. L'arresto si è verificato lo stesso giorno in cui le truppe governative hanno lanciato una serie di operazioni militari contro i jihadisti in tutto il sud delle Filippine.

Il capo della guardia costiera locale Noriel Ramos ha spiegato che l'intelligence sta procedendo ad interrogatori incrociati per capire il ruolo dell'uomo. Il sospettato, proveniente da Giza in Egitto, lavora come volontario per la Uthman Bin Affan Foundation For Development, un'associazione per lo sviluppo, il soccorso e l'istruzione con sede a Iligan, a soli trenta chilometri da Marawi, la città occupata dai miliziani islamici per quasi cinque mesi fino allo scorso ottobre.

Mohammed Shaabab Adbdelaziz è il quarto straniero arrestato nelle ultime settimane dalle autorità. Tutti sono accusati di avere collegamenti con lo Stato Islamico e potrebbero organizzare attentati nel Paese. Nei giorni scorsi a Manila è stato arrestato Fehmi Lassoued, di origine libica e tunisina, considerato un ex comandante dell'Isis, che nell'ultimo periodo ha effettuato diversi viaggi in Malesia e Turchia. Nell'appartamento dell'uomo sono state sequestrate armi, munizioni e materiale per costruire ordigni esplosivi. Tre settimane fa l'esercito ha arrestato un uomo con passaporto spagnolo che era in compagnia di un militante di Abu Sayyaf. A gennaio i servizi speciali di Manila hanno fermato Taha Mohamed al-Jabouri, un chimico iracheno preparato per fabbricare bombe.

Murad Ebrahim, leader del Moro Islamic Liberation Front (MILF), la più grande forza di guerriglia musulmana attiva nelle Filippine meridionali, da anni in lotta per l'autonomia e ora impegnata in una trattativa di pace – in stallo – con il governo, la settimana scorsa ha avvertito il presidente Rodrigo Duterte che l'isola di Mindanao è un “terreno strategico” per reclutare nuovi combattenti jihadisti e organizzare altri attacchi. Notizia confermata anche dal colonnello Romeo Brawner che, sempre la settimana scorsa, ha spiegato che i gruppi islamisti si stanno riorganizzando per sferrare nuove violenze.

Proprio per questo “le truppe filippine stanno monitorando e verificando continuamente ogni informazione relativa ai movimenti dei gruppi jihadisti presenti nella zona”, ha dichiarato il portavoce militare Bienvinido Datuin, aggiungendo che l'ordine dato ai soldati è quello di essere pronti.

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