Cosa è successo nella città dove non c'è la polizia

Le autorità dell’Australia Meridionale stanno adottando misure per ripristinare l’ordine a Fregon, ma la cittadina è letteralmente fuori controllo

Cosa è successo nella città dove non c'è la polizia

In Australia sta acquistando sempre più risonanza la cittadina di Fregon, caratterizzata dal fatto di “non avere leggi”, di essere priva di forze di polizia e di essere devastata da crimini e violenze. Tale località si trova nello Stato dell’Australia Meridionale, nel sudest del Paese, a circa 1.300 chilometri a nord di Adelaide. A Fregon abitano tra le 200 e le 300 persone, tra cui una nutrita comunità aborigena, e fa parte di una Anangu Pitjantjatjara Yankunytjatjara (Apy), ossia di un ente territoriale amministrato direttamente dai capi nativi.

A lanciare l’allarme sull’esplosione di violenza in atto a Fregon è stato ultimamente un rapporto del vice-medico legale dell’Australia Meridionale Anthony Schapel, da lui consegnato alle autorità statali giovedì scorso e inerente all’uccisione dell’infermiera 56enne Gayle Woodford, avvenuta proprio in quella cittadina nel 2016. Le risultanze dell’inchiesta sulla morte della donna, assassinata allora da un residente della località mentre lei prestava servizio e dopo essere stata attirata in trappola e violentata, hanno infatti fornito a Schapel numerosi spunti per denunciare il caos che affligge Fregon.

Innanzitutto, la località incriminata non ha una presenza della polizia, con il commissariato più vicino che è situato a Umuwa, insediamento che si trova a più di mezz'ora di distanza e che, a sua volta, non è permanentemente presidiato dalle forze dell’ordine. Una volante della polizia, per intervenire sul posto in caso di necessità, impiegherebbe circa un'ora e mezza per raggiungere Fregon. Dato tale scenario di totale insicurezza urbana, il rapporto Schapel sollecita le autorità locali a costituire una presenza permanente della polizia nella cittadina, affinché non si ripetano omicidi come quello dell’infermiera Woodford. L’istituzione di un dipartimento di polizia a Fregon sarebbe, a detta del vice-coroner, “una questione di buon senso:”: “L'omicidio della signora Woodford è in linea con l'illegalità generale all'interno della comunità di Fregon e con il fatto che questa atmosfera di disfunzione e violenza è rimasta in gran parte incontrollata”. Schapel ha quindi denunciato nel suo rapporto che molti abitanti di Fregon, vista l’assenza di poliziotti, sarebbero costretti a vivere, per proteggersi dalle aggressioni, in “gabbie di sicurezza” allestite intorno alle loro case.

L’assassinio dell’infermiera Gayle ha determinato l’adozione, da parte del parlamento dell’Australia Meridionale, di una legge che richiede agli operatori sanitari in servizio presso aree remote dello Stato di essere accompagnati da un aiuto-infermiere quando si spostano fuori orario o per chiamate non programmate. La legge in questione si applica a medici, infermieri e ostetriche che esercitano sia privatamente sia per conto di istituzioni pubbliche.

La storia violenta di Fregon avrebbe radici antiche, fin dai tempi della sua scoperta. L'esploratore britannico Ernest Giles, nello scoprire il territorio in questione nel settembre del 1873, sarebbe stato infatti accolto con lanci di aste e fionde dagli aborigeni che all’epoca erano stanziati lì.

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