La furia di Trump contro Mattis: "Lasci due mesi prima"

Le dimissioni di Mattis e la campagna mediatica per dipingerlo come un eroe hanno fatto infuriare Trump. Che ha accelerato il passaggio di consegne

La furia di Trump contro Mattis:  "Lasci due mesi prima"

Le polemiche scatenate dalla lettera di dimissione di Jim Mattis hanno mandato su tutte le furie Donald Trump. Che ora, a sorpresa, ha anticipato di ben due mesi l'uscita del generale a riposo dal Pentagono e ha nominato l'attuale numero due, Patrick Shanahan, ministro della Difesa facente funzioni.

"Patrick ha una lunga lista di successi - ha twittato Trump - sarà grande!". Il primo gennaio, secondo quanto riporta l'agenzia AdnKronos, l'ex manager della Boeing assumerà la guida del Pentagono. Per l'organizzazione è un momento delicatissimo, profondamente segnato dall'annuncio (a sorpresa) di Trump di ritirare gruadulmante l'esercito dalla Siria e dell'Afghanistan. Una decisione che ha provocato non solo le dimissioni di Mattis, ma anche dell'inviato americano per la lotta allo Stato Islamico, Brett McGurk. La decisione di Trump di rimuovere immediatamente Mattis dall'incarico è stata interpretata da molti analisti come il segno plastico della rabbia del tycoon che, secondo quanto rivelato da fonti dell'amministrazione, sospetterebbe delle reali intenzioni del generale. A suo dire si sarebbe volontariamente prestato ad una campagna mediatica contro di lui.

Costretto a cancellare le vacanze di Natale in Florida a causa dello shutdown del governo federale, che lui stesso ha voluto, Trump ha trascorso l'intero fine settimana rinchiuso alla Casa Bianca. Guardando per ore i canali all news, come è solito fare, si sarebbe infuriato sempre di più per il modo in cui Mattis veniva rappresentato come l'eroe che si è opposto agli impulsi del presidente. Da qui la decisione rimuovere il generale con ben due mesi di anticipo rispetto alla data fissata per permettere il passaggio di consegne al successore.

In meno di due anni l'amministrazione Trump ha visto decine di licenziamenti e dimissioni. E, ora, con la nomina di Shanahan si allunga la lista dei membri che hanno una nomina temporanea. Oltre a Shanahan, come ricorda l'AdnKronos, ci sono infatti il capo dello staff, l'attorney general e il capo dell'agenzia ambientale Epa.