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George Floyd, ora nelle scuole s'insegna la pedagogia "antirazzista"

Dopo la morte di George Floyd, molti presidi nelle scuole Usa hanno sposato la battaglia identitaria di Black Lives Matter contro la "supremazia bianca". Succede anche alle scuole elementari

George Floyd, ora nelle scuole s'insegna la pedagogia "antirazzista"

La terribile morte dell'afroamericano George Floyd, risalente allo scorso maggio, ha scatenato una - sacrosanta - ondata di indignazione negli Stati Uniti e nel mondo. Nelle scuole americane, sia pubbliche che private, nel nome del politicamente corretto imperante, si è però andati ben oltre il buo senso e moltissimi presidi "liberal", giurando fedeltà alla battaglia identitaria di Black Lives Matter, hanno lanciato nelle scuole iniziative a dir poco controverse contro la "supremazia bianca" e il razzismo come la "pedagogia antirazzista". Lo racconta un'inchiesta pubblicata da RealClearInvestigations. Naturalmente, dalla giusta condanna per quel terribile omicidio che ha scosso il mondo si è passati a colpevolizzare gli studenti bianchi colpevoli di essere nati...bianchi. Esempi? Innumerevoli.

Multiculturalismo e pedagogia antirazzista nelle scuole Usa

Il preside del Lower Merion School Board, a Fidadelfia, ha lanciato un monito preciso alle famiglie: "Dobbiamo sradicare la supremazia bianca e l'eteropatriarcato in tutte le nostre istituzioni" ma soprattutto "nelle nostre scuole, dove abbiamo più potere di apportare un cambiamento". Nel Maine, in un distretto scolastico pubblico costiero dove il 3,7% dei 2.100 studenti sono afroamericani o ispanici, il sovrintendente ha dichiarato guerra alle "barriere intenzionali che i bianchi hanno costruito per danneggiare i neri". Ha poi aggiunto: "Siamo addolorati per tutte le vite nere perse a causa dalla supremazia bianca". Persino gli studenti delle scuole elementari statunitensi devono sottostare al cambiamento culturale identitario promosso dai presidi progressisti.

Gli insegnanti della prestigiosa Brentwood College School di Los Angeles, quest'anno, hanno apportato più modifiche al programma di studi rispetto a qualsiasi altro anno della storia quasi cinquantennale della scuola privata. Gli insegnanti stanno introducendo la teoria critica della razza, che vede la storia degli Stati Uniti attraverso la prospettiva del conflitto razziale: ai giovani studenti fanno leggere gli scritti di Ibram X. Kendi, il 38enne accademico nato in Jamaica promotore della pedagogia "antirazzista". Nel saggio How to Be An Antiracist, Kendi ha usato la sua storia personale per spiegare come tutti noi dobbiamo lavorare per "diventare antirazzisti". Nelle scorse settimane, Kendi ha dichiarato che l'espressione "voto legale" usata per descrivere i voti espressi in conformità con le leggi statunitensi è "funzionalmente razzista".

"Vogliono dividerci sulla base del colore della pelle"

In molte scuole, i genitori protestano contro questa - ennesima - deriva politically correct. "Mentre alcuni considerano questi recenti cambiamenti come un indottrinamento, noi li vediamo come opportunità di impegno", ha scritto alle famiglie Mike Riera, il preside della scuola di Brentwood. Come racconta l'inchiesta di RealClearInvestigations, le scuole primarie e secondarie statunitensi hanno da tempo sposato il multiculturalismo ma le proteste di Black Lives Matter di questa estate hanno aperto la strada a una nuova tendenza: la pedagogia antirazzista. A questo, come appena accennato, si oppongono alcuni gruppi di genitori che ritengono che il nuovo mantra antirazzista sia anti-bianco e antiamericano nonché storicamente impreciso ed estremamente divisivo. "Stanno usando parole molto positive come diversità, equità e inclusività per fuorviarti, ma il messaggio dietro queste parole è orribile", racconta Elana Yaron Fishbein, una mamma di Filadelfia che ha creato l'organizzazione No Left Turn in Education. "Raggruppano e stereotipano gli esseri umani in base al colore della pelle e attribuiscono caratteristiche alla tua personalità in base al colore della pelle".

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