Giappone, una base Usa sorgerà in una "riserva naturale". È polemica

I movimenti nazionalisti nipponici sono subito scesi in piazza contro la realizzazione del nuovo insediamento militare statunitense

Giappone, una base Usa sorgerà in una "riserva naturale". È polemica

In Giappone si stanno in questi giorni svolgendo diverse manifestazioni antiamericane. Alla base delle proteste popolari vi è la decisione dell’esercito di Washington di realizzare lungo la costa nipponica una “nuova installazione militare”, destinata a ospitare i quasi 26mila soldati Usa finora stanziati nella base di Futenma, sull’isola di Okinawa.

La scelta del Pentagono di realizzare nel territorio dell’ex “Impero del Sol Levante” un nuovo insediamento militare ha subito ricevuto l’assenso del governo di Tokyo. Le autorità americane e giapponesi si sono quindi di recente accordate sulla località nella quale dovrà sorgere la nuova base Usa. La struttura verrà realizzata sempre sull’isola di Okinawa, ma in un’area quasi disabitata, situata lungo la costa orientale di quest’ultima. L’insediamento sorgerà all’interno della “baia di Henoko”, in un territorio finora riconosciuto dalle autorità nipponiche come “riserva naturale protetta” e quindi “totalmente inedificabile”.

L’esecutivo di Tokyo, nell’informare la stampa nazionale riguardo all’area destinata a ospitare i militari statunitensi attualmente stanziati a Futenma, ha precisato che, al fine di consentire al Genio militare Usa di avviare i lavori nella baia di Henoko, il divieto di edificazione vigente in quest’ultima verrà “al più presto revocato”. Il portavoce del Gabinetto Abe, Yoshihide Suga, ha affermato: “Mettere a rischio un’area naturale protetta ci rammarica, ma il trasferimento dei soldati Usa da Futenma alla baia di Henoko era l’unica opzione attuabile per scongiurare il ritiro dal Giappone del contingente americano.”

I movimenti nazionalisti nipponici sono subito scesi in piazza contro la realizzazione del nuovo insediamento militare statunitense. Manifestazioni di protesta a difesa della riserva naturale “minacciata” hanno di recente attraversato le vie di Tokyo, intonando slogan critici all’indirizzo del primo ministro Abe. Gli organizzatori delle proteste sostengono che i lavori per la costruzione della nuova base arrecheranno "pregiudizi catastrofici" alle colonie di coralli e dugonghi presenti nella baia di Henoko. Costoro pretendono quindi il “rimpatrio” delle truppe di Washington attualmente presenti nel Paese asiatico. Denny Tamaki, uno dei promotori delle manifestazioni nonché governatore di Okinawa in carica, ha infatti tuonato: “Il popolo è stanco di vedere il proprio Paese soggetto a una vera e propria occupazione militare straniera. Decine di reati vengono commessi ogni giorno dai militari americani ai danni dei residenti dei villaggi situati a pochi metri dalla base di Futenma. Tuttavia, i soldati Usa godono di un’impunità assoluta. Non possiamo più tollerare questa vergona. Il Giappone deve finalmente tornare in mano ai Giapponesi.”

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