Governo filippino indice referendum per introdurre sharia a Mindanao

Gli esponenti dell’opposizione al governo Duterte hanno subito accusato il capo dello Stato di avere predisposto una riforma diretta a trasformare l’isola di Mindanao in un “califfato indipendente”

Governo filippino indice referendum per introdurre sharia a Mindanao

Il governo delle Filippine ha indetto per oggi un referendum nell’isola di Mindanao, nel sud del Paese. Gli abitanti di quest’ultima dovranno infatti esprimersi sul “Piano per l’autonomia” della regione predisposto dall’esecutivo di Manila.

Lo statuto oggetto del referendum è stato redatto dall’esecutivo Duterte al fine di soddisfare le istanze autonomiste della popolazione dell’isola, appartenente all’etnia Moro e aderente al credo islamico. Il movimento per l’autogoverno di Mindanao si era trasformato, a partire dalla fine degli anni Settanta, in una vera e propria guerriglia contro le autorità centrali, terminata soltanto nel 2014 in virtù dell’accordo di pace siglato dall’esecutivo di Manila e dai militanti jihadisti del Moro Islamic Liberation Front (Milf). Da allora, i governi filippini hanno provveduto a stendere una riforma diretta ad accordare una quota significativa di autonomia normativa e fiscale alle istituzioni di Mindanao. Il risultato di tale attività di stesura è la Bangsamoro Organic Law, statuto oggetto dell’imminente referendum.

La riforma sulla quale gli abitanti dell’isola sono chiamati a esprimersi riconosce, in primo luogo, la “specificità etnica e culturale” della “nazione Moro”. La bozza in questione, inoltre, amplia i poteri del parlamento e dell’esecutivo della regione e assegna a quest’ultima maggiori entrate tributarie. La Bangsamoro Organic Law include però un’innovazione che ha subito suscitato polemiche nel resto del Paese. Se verrà approvato nel referendum di oggi, lo statuto autonomistico autorizzerà infatti l’esecutivo di Mindanao a “sostituire” la legislazione finora vigente con i “dettami della sharia”.

Gli esponenti dell’opposizione al governo Duterte hanno subito accusato il capo dello Stato di avere predisposto una riforma diretta a trasformare l’isola meridionale in un “califfato indipendente”. Ad esempio, Mar Roxas, candidato alla presidenza delle Filippine sconfitto proprio da Duterte alle elezioni del 2016, ha accusato quest’ultimo di avere “ceduto al ricatto degli islamisti” e di avere promosso uno statuto “lesivo dell’unità giuridica della nazione”. “Perplessità” sul contenuto della Bangsamoro Organic Law sono state espresse anche dalla Chiesa cattolica, istituzione ripetutamente bollata dal leader di Manila come il “principale ostacolo” alla sua attività di governo.