"Ho pagato una tangente a Putin". Ma il Cremlino smentisce

Un imprenditore di San Pietroburgo accusa il presidente russo di aver chiesto una tangente. Poi chiede di cancellare l'intervista da sito della radio cui l'aveva rilasciata per paura di subire attentati

"Ho pagato una tangente a Putin". Ma il Cremlino smentisce

Vladimir Putin avrebbe chiesto 10mila euro ad un imprenditore di San Pietroburgo quando era consigliere del Sindaco della città per gli Affari internazionali. L'accusa gli viene rivolta in questi giorni proprio dall'uomo con cui Putin avrebbe avuto a che fare negli anni '90. Il nuovo attacco all'inquilino del Cremlino è stato lanciato in una intervista radiofonica rilasciata da Maksim Freidson a Radio Svoboda, filiale russa di Radio Liberty, l'emittente finanziata dagli Stati Uniti.

Maksim Freidson e Vladimr Putin erano in contatto per discutere della realizzazione a San Pietroburgo un'azienda che producesse armi per la polizia e fucili da caccia. Secondo il racconto dell'imprenditore, in uno dei tanti incontri avuti in quel periodo, il presidente russo avrebbe scritto su un foglio di carta la cifra di 10mila euro, ovvero la stecca necessaria per ottenere l'autorizzazione a far partire l'impresa. Subito dopo, secondo la versione dell'accusatore, egli versò i soldi all'allora aiutante dello stesso Putin, Alexiei Miller, ora ad di Gazprom.

Una faccenda che potrebbe creare enorme scandalo, ma che al momento non è supportata né da indagini né da ulteriori riscontri. Il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov nei giorni scorsi aveva accusato genericamente i "media stranieri" di aver avviato da tempo una campagna diffamatoria contro il presidente russo. L'obiettivo sarebbe quello di screditare Putin per indebolirne la figura all'estero così come in Russia. In relazione al caso di Maksim Freidson, Peskov ha detto di aver ricevuto una serie di domande da due "rispettati media" britannici e americani sul presunto coinvolgimento del leader del Cremlino in episodi di corruzione negli anni Novanta.

La vicenda però oggi si è colorata di un nuovo particolare. L'imprenditore, che ora vive in Israele, ha chiesto alla radio di ritirare la sua intervista dal sito perché si è detto "preoccupato per la mia sicurezza". Eppure da Mosca sembrano non voler dare grande risalto a quello che giudicano un attacco "mirato, piuttosto grezzo e privo di raffinata creatività". Accuse, insomma, rispedite al mittente.

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