Pugno duro di Hollande: chiude le moschee radicali e proroga lo stato di emergenza

Per prolungare lo stato di emergenza dichiarato subito dopo gli attacchi, serve una modifica alla legge apposita

Pugno duro di Hollande: chiude le moschee radicali e proroga lo stato di emergenza

Dopo che dagli ambienti dell'Eliseo era trapelata la voce che il presidente francese François Hollande avrebbe intenzione di chiedere il prolungamento dello stato d'emergenza per tre mesi, modificando l'apposita legge, adesso a lanciare una notizia pronta a far discutere è il ministro dell'Interno.

Bernard Cazeneuve, in diretta tv su France 2, ha detto di aver avviato i procedimenti per lo scioglimento di quelle moschee in cui "certi soggetti fomentano l'odio". Il provvedimento allo studio del ministero dell'Interno riguarderebbe dunque, non tutti i luoghi di culto musulmani, ma solo quelli ritenuti estremisti e fondamentalisti.

Per quel che riguarda lo stato di emergenza, invece, non ci sono al momento conferme ufficiali. Da quando è stato istituita, in Francia la misura è stato utilizzata solo due volte. La prima nel 1955, all'epoca della guerra d'indipendenza dell'Algeria. La seconda volta, invece, nel 2005, durante le rivolte delle balieu.

Lo stato d'emergenza permette di interrompere la circolazione di persone e veicoli e creare zone di protezione o di sicurezza dove il passaggio dei cittadini è limitato. Alle forze dell'ordine è consentito di eseguire inoltre perquisizioni a domicilio di giorno e di notte, e anche misure per assicurare il controllo della stampa e dei media.

La misura viene proclamata dal Consiglio dei Ministri per decreto, ma oltre i dodici giorni può essere prorogata solo con apposita legge ed è proprio questa l'eventualità a cui sta pensando Hollande.

Subito dopo gli attentati, il presidente francese ha annunciato anche la chiusura delle frontiere, ma il ministero degli Esteri ha poi precisato che gli aeroporti sono in funzione, mentre controlli vengono effettuati ai punti di passaggio stradali, ferroviari, marittimi e aeroportuali.

Intanto la Francia, tramite il ministero della Difesa, ha confermato "almeno 30 raid aerei" nelle ultime ore sulla città di Raqqa, capitale dell'Isis in Siria, dove sono stati addestrati gli attentatori di Parigi. Gli attivisti anti-Isis nella città hanno parlato di una vera e propria pioggia di fuoco.

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